Francesco Alvarez (1700-1753)

22.02.2020

Forse il più noto benefattore della città (il cui generosissimo lascito fu peraltro utilizzato per finalità diverse da quelle che aveva indicato) è quello del marchese spagnolo Francesco Alvarez Tellez de Meneses. Nato intorno al 1700, Alvarez, rimasto vedovo della moglie, la goriziana Lucrezia Paolina Strassoldo, sposata nel 1749 e morta a soli diciassette anni, destinò più di centomila fiorini per la costruzione e il mantenimento di un orfanotrofio - del quale aveva già predisposto il progetto - in cui venti orfani "dell'infima plebe" dovevano apprendere un mestiere. A questo scopo il marchese Alvarez aveva previsto che al pianterreno dell'istituto, che dove sorgere "in un sito il migliore della città", trovassero posto botteghe di artigiani a cui i locali sarebbero stati messi a disposizione gratuitamente, a condizione che prendessero i ragazzi come propri apprendisti. Francesco Alvarez morì il 25 settembre 1753. Già nel 1757 l'edificio era terminato e dal 1758 ospitava i ragazzi orfani, come il benefattore aveva voluto, ma la destinazione dell'istituto fu presto cambiata: nel 1777 vi venne annesso un ospedale per poveri, per evitare che i capitali della fondazione Alvarez fossero destinati, come era stato richiesto, all'orfanotrofio della Carinzia con sede a Klagenfurt. Furono riuniti quindi in un'unica sede tutti gli ospedali e fondazioni per poveri della provincia di Gorizia, e nel 1786 la costruzione venne adibita a sede dell'ospedale dei Fatebenefratelli, mentre il lascito Alvarez fu devoluto al fondo dei poveri. Aveva così fine l'istituto di ricovero per orfani che nelle intenzioni del benefattore doveva durare in perpetuo. ìSe quindi in passato gli amministratori erano molto più veloci di oggi nel dare l'avvio a fondazioni e istituti destinati alla città, non erano però sempre più solerti nel rispettare le finalità desiderate dai testatori. Nel 1876 al nome di Francesco Alvarez venne intitolata la via - già Contrada dell'Ospedale dei Fatebenefratelli - che oggi porta il nome del generale Diaz. Più fortunato di altri benefattori goriziani (Dreossi, Vandola, Vogel), il suo ricordo è rimasto sulle vecchie targhe stradali, su cui si legge: "Via Armando Diaz già via Alvarez", e negli anni Novanta del Novecento è stato intitolato al suo nome il passaggio che unisce via Diaz e via Nizza.