FVG BENINO: MA NON ASPETTIAMOCI SEMPRE LA MANNA DAL CIELO

29.03.2020

Apprendiamo oggi dal Friuli, che la nostra regione si classifica al primo posto nella speciale classifica che analizza la percentuale di cittadini che rispettano le regole (in questo caso della quarantena). Sì, avete capito bene, siamo tra quelli che stanno più tempo a casa.

Come detto, il Friuli-Venezia Giulia è una regione virtuosa, ma certamente non solo da questo punto di vista. Anche in altre classifiche, ben più importanti, la Regione si piazza tra primissimi posti in Italia, precisiamo in Italia - una cosa importante. Tra queste citiamo quella sulla qualità della pubblica amministrazione (PA), l'innovazione delle imprese locali e la sostenibilità del debito pubblico in seno alla Regione stessa. La regione si può inoltre considerare in linea con la media nazionale in quanto al tasso di digitalizzazione generale.

Una nota importante va fatta sul debito pubblico regionale, un debito locale che per ora può vantare di un buon rating espresso dall'agenzia americana Fitch. Quest'agenzia attribuisce alle finanze pubbliche regionali un buon A- (7- in gergo scolastico), sottolineando la buona gestione delle stesse. In più, dallo studio si evince che questi buoni dati sono soprattutto frutto dell'autonomia regionale, unita ad una grandissima ricchezza privata che le famiglie detengono. Sì, le famiglie del FVG detengono in media un patrimonio di quasi 160.000 euro a nucleo, un dato molto importante che ci posiziona, insieme a tutto il Paese, tra i primissimi paesi in Europa e nel mondo.

Ciononostante, bisogna saper anche vedere il potenziale lato negativo delle cose. Troppo facile, in effetti, leggere solo ciò che comoda. Queste classifiche, seppur buone, sono lontane dai migliori benchmark mondiali. Perché? Beh, lo si può spiegare facilmente leggendo i numeri, numeri alle volte anche impietosi.

La "qualità" della PA regionale, unita al tasso di digitalizzazione generale, dove ci posizioniamo tra i primi in Italia, ci dice che siamo ancora troppo lontani dai principali competitors europei. In questo ambito, la nostra regione, unita a quasi tutto il Nord per intenderci, si posiziona appena oltre il 100° posto tra le regioni più virtuose d'Europa. Questi sono numeri reali, basati su metodologie standard, che confermano la pochezza della PA Italiana in generale, unita ad un'arretratezza digitale quasi disarmante.
In più, il patrimonio netto famigliare, nonostante essere molto grande, è decisamente mal distribuito. Chi è del mestiere saprà, che gli Italiani in generale, detengono troppi immobili (case, terreni, ecc.), tengono troppa liquidità sui conti correnti - "oppure sotto il letto" (entrambe cose altamente sconsigliate), mentre investono ancora troppo poco, o se lo fanno, lo fanno affidandosi a delle persone sbagliate. Vi diamo un consiglio da amici, MAI investire troppo in una singola azione. Così facendo, si è troppo esposti e si può perdere tutto - una situazione analoga al crack delle Popolari di qualche anno fa. State attenti ed informatevi individualmente prima di investire, diffidando di chi cerca di raggirarvi cogliendo l'ipotetica impreparazione finanziaria.

Ricapitolando, questa regione è una buona regione, però per continuare ad esserlo, deve guardare al futuro. Ci appelliamo quindi agli amministratori regionali e comunali, affinché possano capire la necessità di investire di più nelle sopracitate categorie, e allo stesso tempo cercare di arginare gli sprechi e le troppe inefficienze pubblico-burocratiche.

Infine, ci appelliamo anche alla popolazione stessa, una popolazione che può, e deve, cercare di fare di più. Ci si riferisce naturalmente alle ancora limitate competenze digitali e finanziarie, limitazioni che, come detto, incidono molto sulla qualità della vita nel 21° secolo. Invitiamo dunque i cittadini a farlo senza aspettare che la manna venga dal cielo. Suvvia, non siamo né Mosè, e non ci troviamo neanche in pellegrinaggio in Egitto, più precisamente nella regione del Sinai!

Martin Novak - Gorizia3.0