GECT (2) UN'OCCASIONE POSITIVA. CON QUALCHE INTERROGATIVO...

30.08.2019

Continuiamo il nostro viaggio attorno all'oggetto "misterioso" su cui si appuntano molte speranze di Gorizia. Domani un post spiegherà i progetti in atto e lo stato di realizzazione. 

Il GECT, come detto nel primo articolo, è uno strumento di cooperazione transfrontaliera, che ovviamente ha necessità di finanziamenti per poter operare. In precedenza, abbiamo elencato vari progetti, tre dei quali , che illustreremo domani, sono prioritari. In quest'ottica, questo post vuole fare più chiarezza sulla provenienza dei finanziamenti e, allo stesso tempo, analizzare i risultati fin qui ottenuti.

Di solito i progetti vengono finanziati nella maggior parte o interamente dall'Unione Europea, mentre non è escluso a priori un cofinanziamento nazionale. Oggi, i progetti principali (Salute-Zdravstvo ed Isonzo-Soča), fregiandosi del titolo di progetti ITI (investimento territoriale integrato), sono soggetti ad un cofinanziamento europeo e nazionale in quota 85% e 15% rispettivamente. Essendo europei, i fondi sono soggetti a variazioni di bilancio, un bilancio europeo che viene redatto una volta ogni sette anni, dando una certa stabilità a tutto il sistema economico che da esso dipende. Senza entrare nel dettaglio, il bilancio settennale (che è oggi oggetto di forti dibattiti), regola che gli stati membri garantiscano circa l'uno percento annuo del proprio PIL ciascuno. Naturalmente, durante il periodo contabile (di bilancio), sta agli stati membri aggiudicarsi il più possibile dai fondi presenti. Il GECT, diciamolo, è riuscito negli ultimi anni ad aggiudicarsi somme altrimenti praticamente impossibili da reperire, tenendo conto delle ristrettezze finanziarie dovute alla crisi economica. Dunque, da questo punto di vista, si può definire un buon successo.

Restando in un'ottica territoriale, i comuni hanno invece elargito al GECT un contributo volto a coprire le spese correnti che quest'organizzazione incorre ogni anno. La quota proposta era proporzionale alla grandezza del territorio rappresentato, dove il Comune di Gorizia contribuiva per il 50% Nova Gorica circa il 42% ed il restante 8% veniva elargito dal Comune di Šempeter-Vrtojba. Il GECT cominciò ad operare nel 2012, quando i tre comuni fondatori garantivano solamente un contributo iniziale di 20.000€. Più avanti, nell'esercizio 2015, si decise di raddoppiare i versamenti per garantire più liquidità vista la buona crescita riscontrata. Ad ogni modo, il tutto avvenne seguendo il principio cardine della proporzionalità tra i comuni limitrofi (50-42-8% circa). La cosa che ci sorprende, comunque, è l'impennata dei contributi garantiti da parte dei Comuni nell'esercizio 2018, rispetto all'esercizio precedente. L'impennata è particolarmente marcata a Gorizia, dove il contributo da parte di Gorizia è passato dal 50% al 67%, aumentando quindi molto la sua quota; è aumentato anche l'ammontare complessivo, passato dai precedenti 20.000€ agli attuali 140.000€.

Osservando attentamente il bilancio, tra i costi, è presente un aumento molto cospicuo delle voci »personale« ed »oneri per servizi« (registrando rispettivamente un +171% e +322%). Crediamo che esso provenga da un'evoluzione forte e decisa delle attività inerenti ai progetti del GECT stesso, che naturalmente necessitano di personale specializzato (e dunque stipendiato) per potersi concretizzare. Speriamo sia veramente così, perchè altre spiegazioni non riusciamo a comprenderle.

MARTIN NOVAK