GECT (3) I PROGETTI, LE OPPORTUNITA'

31.08.2019

Il Gect è certamente un'opportunità per il futuro di Gorizia, anche se di lenta gestazione. Ma la gente ne sa poco. Proprio per questo abbiamo cercato di chiarirne le motivazioni illustrarne le origini, i finanziamenti, i cambiamenti nel corso dei suoi dieci anni di vita. Oggi parliamo dei progetti. Il testo completo dei tre post di Martin Novak si può leggere cliccando nella colonna a sinistra, su NOTE.

Isonzo-Soča:

Questo progetto prevede la conservazione, il recupero e lo sviluppo del patrimonio naturale e culturale inerente all'area dell'Isonzo. Praticamente, si tratta di realizzare opere come una pista ciclabile condivisa e una riqualificazione dell'area ricettiva con il parcheggio camper a Vrtojba oltre alle attività di promozione. Questo singolo progetto è dotato di finanziamenti nell'ammontare di 5 milioni di euro, suddivisi in 48 mesi. Per essere precisi, questo progetto costa complessivamente 4.378.438€, suddivisi tra i tre Comuni, mentre Gorizia prende solamente il 40% equivalente a poco più di 1,7 milioni di euro e con i lavori che, stando alle previsioni, dovrebbero terminare a fine 2020, ultima tra i tre comuni limitrofi. Onestamente, siccome Gorizia è di gran lunga il principale promotore del GECT, ci si aspettava attraesse qualche soldo in più, per poter ampliare il proprio parco di attrazioni verdi che tanto successo hanno in Slovenia. Ci saranno ulteriori opportunità?

Salute-Zdravstvo:

Il secondo progetto TIR, cerca di potenziare la cooperazione nelle prestazioni sanitarie di vari tipo (autismo, salute mentale, gravidanza fisiologica, etc.) in un'ottica di condivisione dei servizi essenziali in linea con le direttive europee. Anche questo progetto viene dotato di tanti soldi, 5 milioni di euro. Fino ad ora sono stati fatti passi in avanti, mappando ed analizzando le prestazioni condivise, volte a diminuire le spese sanitarie ed aumentare i benefici dei pazienti. Praticamente stiamo parlando di un'area speciale, dove tutti i cittadini residenti potranno usufruire dei servizi proposti da ambo le parti in modo congiunto, senza sdoppiarsi inutilmente, abbattendo i costi. Molti soldi qui sono stati spesi in (complesse) analisi dello status quo, promulgando azioni future che ambiscono a costruire un sistema sanitario più unito e altre azioni prettamente mediche - analisi mediche - per l'autismo in questo caso. Piaccia o meno, questo è lo scopo di tale progetto, una sanità transfrontaliera magari più efficiente.

Altri progetti:

Tra i restanti progetti non di natura ITI, ma pur sempre importanti (anche importantissimi diremmo), si registrano il progetto Cyclewalk, che raccoglie quasi 300.000€ e supportare il passaggio alla mobilità verde tramite studi, formazione e consulenza tecnico-scientifica in collaborazione con l'Università di Amsterdam. Un altro è il CB Pump, che finanzia uno studio sugli ostacoli che impediscono una corretta mobilità tranfrontaliera (20.000€). Poi abbiamo anche il piano Cross-Border e-Procurement (Appalti Elettronici Tranfrontalieri) che mira a ridurre gli ostacoli burocratici che impediscono di svolgere gare d'appalto transfrontaliere (cosa in linea con ciò che viene promosso a Bruxelles per il mercato unico) ed il progetto IVY - Interregional Volunteer Youth (Volontariato Giovanile Interregionale) che promuove appunto attività di volontariato transfrontaliero di durata fino a sei mesi.

Conclusioni:

Analizzando questo, ora meno sconosciuto GECT, capiamo che quest'ultimo sta avendo un ruolo molto importante nell'unificare, non solo a parole, l'area goriziana di confine. Le analisi degli esperti sono molto ambiziose, visto che mirano ad aumentare il numero delle presenze turistiche fino a toccare le 270.000 unità, oltre avere più di 700.000 pernottamenti annui con un tasso medio di permanenza di 4 giorni nel goriziano italiano. Tutto ciò sarebbe, stando a queste analisi, possibile grazie a molteplici investimenti sia privati che pubblici (40.000.000€ complessivamente) entro il 2023. Secondo noi, queste previsioni sono troppo ottimistiche, visto che la Città della Cultura - iniziativa nata a Nova Gorica - dovrebbe incrementare le visite in città a partire dal 2025.

Ad ogni modo, dai dati si può vedere, che in questi anni, specialmente negli ultimi, sono stati fatti passi in avanti molto concreti affinchè il goriziano non sprofondi nell'oblio. Certamente, i risultati (economici) non sono ancora visibili ad occhio nudo, tuttavia, almeno qui, si può dire che qualcosa si sta muovento, speriamo riesca anche a correre.

Martin Novak