05.01.2022

07.11.2021

Tutti coloro che lo conoscevano concordano nel dire che Giacomo Pueroni ci sapeva proprio fare: Grazie ad una manualità eccezionale ed una piena padronanza di tecniche e trucchi del mestiere sembrava avere un istinto naturale per la produzione artistica in generale, fosse essa la costruzione di modellini in plastica, vinile o resina, la loro pittura o la creazione di piccole statuine cartacee. Ma il meglio lo dava con una matita in mano: Giacomo Pueroni era un illustratore sopraffino e allenava il suo tratto costantemente lavorando ogni giorno su bozze, schizzi e studi stilistici anche al di fuori del suo lavoro vero e proprio, quello di disegnatore di fumetti.Classe 1964, Pueroni era nato a Torino ma si era trasferito giovanissimo a Gorizia, dove aveva frequentato l'Istituto d'Arte "Max Fabiani" e dopo il diploma aveva iniziato una carriera nella grafica pubblicitaria. Da sempre amante delle serie fantascientifiche come Star Trek e Doctor Who e dei fumetti di scuola francese come Michel Vaillant (le cui tematiche motoristiche rientrano anch'esse nelle sue passioni), il giovane artista si dedicava nel tempo libero anche a strisce parodistiche pubblicate su fanzines dedicate a questi argomenti come "Inside Star Trek" e "Shadows on the Moon".Il grande salto a livello professionale nel mondo dei fumetti arrivava nel 1996 con la sua entrata nell'universo Bonelli come disegnatore prima in "Zona X" e poi per "Jonathan Steele", rimanendo nel team di artisti anche nella nuova serie su quest'ultimo personaggio iniziata nel 2004. Nella sua carriera ultraventennale aveva collaborato con grandi autori e disegnatori della scena italiana come il compianto Federico Memola, Sergio Ponchione, Bepi Vigna e molti altri, mettendo la sua bravura al servizio di serie celebri e prestigiose come il già citato "Jonathan Steele", "Nathan Never" e "Dragonero" ma anche dedicandosi ad illustrazioni per la autorevole rivista di fantascienza "Robot" (che gli valsero nel 2016 il Premio Italia) e numerose storie brevi e progetti indipendenti come la serie di fantascienza "Anjce" creata nel 2005 con gli amici e colleghi Miriam Blasich e Luca Vergerio del Gruppo Fumatti.Cominciò a cambiare a partire dall'estate del 2014, quando apparirono i primi sintomi che presagivano invece l'arrivo di un funesto avversario che gli avrebbe tolto tutto, incominciando dalla sua portentosa manualità che gli aveva permesso di farsi strada nel mondo del fumetto italiano. Nonostante le terapie e le analisi frequenti per cercare di rallentarla la sclerosi laterale amiotrofica riusciva in non molti mesi ad impedire a Pueroni di continuare la sua attività di disegnatore e a ridurne sempre di più le capacità di movimento, portando gli amici e colleghi della Sergio Bonelli Editore ad iniziare varie iniziative per supportarlo come la pubblicazione in digitale delle sue storie apparse sui numeri di Jonathan Steele e Nathan Never per pagare le sue spese mediche. Sul suo blog il disegnatore goriziano continuava per quanto possibile a condividere i suoi pensieri e le esperienze con la malattia anche dal suo letto di ospedale, mantenendo il più possibile un approccio positivo e continuando a lottare inarrestabilmente per riottenere le abilità che gli erano state sottratte mentre il male prendeva sempre più rapidamente il sopravvento. Giacomo Pueroni morì il 18 febbraio 2017 dopo una lunga battaglia all'età di 53 anni per le complicazioni legate alla malattia.La prematura e tragica scomparsa dell'artista goriziano ha colpito enormemente il panorama fumettistico nazionale e fin da subito amici e colleghi si sono riuniti per creare eventi e premi per fare sì che il suo lavoro non sia mai dimenticato: nel 2017 è stato istituito dall'Associazione culturale ETRA di Monfalcone (GO) in collaborazione con l'Associazione culturale Novaludica di Palmanova il "Premio Giacomo Pueroni" destinato al miglior disegnatore internazionale di fantascienza in attività con un comitato di selezione costituito da vari amici e collaboratori come Memola, Ponchione e Vigna e che ha visto tra i recipienti artisti celebrati come i triestini Mario Alberti e Lorenzo Pastrovicchio, il cagliaritano Massimo Dall'Oglio ed il parmigiano Matteo Scalera. Amici e colleghi hanno anche reso omaggio al disegnatore scomparso con mostre dedicate all'interno di eventi su scala nazionale e tramite le loro stesse opere, tutto nell'ottica dell'omaggio verso un artista a tutto tondo che ingiustamente non sempre raccoglieva le luci dei riflettori come avrebbe dovuto per il suo instancabile lavoro ma era stato capace di segnare tanto il panorama fumettistico nazionale quanto le loro vite con il suo innegabile talento, la sua personalità e la arguzia. Tutti elementi giustamente da preservare per evitare, citando un celebre film di fantascienza, che vadano perduti nel tempo come fossero lacrime nella pioggia.

Alex Baldassi