Gian Giuseppe Bosizio (1660-1743) 

06.02.2020

L'abate Gian Giuseppe Bosizio, traduttore in friulano di Virgilio, nacque a Gorizia il 20 marzo 1660. Era figlio del nobile Urbano Bosizio di Thurnberg e Iungenegg e di Agnese de Studeniz. Dopo aver compiuto gli studi presso i Gesuiti di Gorizia e poi in teologia a Graz e aver preso gli ordini nel 1685, l'abate Bosizio fu chiamato nel 1705 ad esercitare l'incarico di cancelliere della curia goriziana. Mantenne la carica di cancelliere arcidiaconale per oltre trent'anni, e fu anche canonico onorario della collegiata di Pedena. Al suo incarico ecclesiastico affiancò studi di letteratura italiana e latina, dilettandosi anche di pittura e di poesia, e traducendo in friulano le opere di Virgilio. I suoi lavori però non furono pubblicati che dopo la sua morte, avvenuta l'11 aprile 1743 nella casa di via Rastello dove era nato e vissuto. Fu solo nel 1775 che il tipografo ed editore goriziano Giuseppe Tommasini pubblicò l'Eneide "tradotta in viars furlans berneschs dal sior abat Zuan Josef Busiz"; una seconda edizione apparve a Udine per i tipi dei Vendrame nel 1830-1831, ma "ridote a lezion pure friulane" da Giovanni Battista Della Porta, mentre si ha notizia di una terza edizione a Trieste per l'editore Amati nel 1892.

Le Georgiche invece vennero pubblicate solo nel 1857 da Giovanni Paternolli, nonostante studiosi come Morelli ne avessero da tempo auspicata un'edizione. Ne era stata prevista la pubblicazione nel 1775, all'epoca della stampa dell'Eneide (esiste infatti un imprimatur che ne autorizzava la stampa), ma forse le cattive condizioni di salute del Tommasini, morto nel 1777, fecero sospendere il progetto. Un secondo tentativo fu avviato a Udine, ma non fu realizzato. Una seconda edizione fu pubblicata da Paternolli nel 1866, a cura di Giovanni Battista Filli: questa veniva definita "rivioduda e corretta", ma risulta identica alla prima. Una terza edizione aprì la serie dei supplementi a "Studi goriziani" nel 1934, e fu curata da Dolfo Carrara.