Giovanni Maria Marussig (1641-1712)

07.02.2020

Gio Maria Marusig, nato a Gorizia nel 1641, rappresenta uno straordinario fenomeno nell'ambito culturale del nordest italiano: un giornalista fumettista ante litteram che seppe descrivere con immediatezza e drammaticità naive le grandi tragedie del suo tempo, tra cui l'epidemia di pestilenza che colpì il Goriziano nel 1682. Immagini appena abbozzate, alquanto rozze, ma proprio perchè cosiì fuori dal manierismo dell'epoca ancor più impressionanti. marusig ci restituisce tra l'altro decione di episodi di cronaca nera, anzi nerissima, riportando il secolo alla sua terribile carnalità e assenza di pietà. 

Sacerdote goriziano, cappellano e confessore delle Clarisse, più che per il suo ruolo religioso Giovanni Maria Marussig è ricordato per una serie di manoscritti illustrati con i quali documentò, in prosa e in versi, le vicende della Gorizia del suo tempo e la storia passata della città. Nato a Gorizia il 17 giugno 1641, fu nominato cappellano del convento di Santa Chiara nel 1669, incarico al quale in seguito si aggiunse quello di confessore delle monache; fu anche segretario della Congregazione del suffragio delle anime del Purgatorio. 

Ugualmnte preziosi i disegni delle chiese goriziane contenuti sia in Gooritia le chiese, collegij, conventi, cappelle, oratorij, beati, colone, stationi, seminarij, religioni che nel manoscritto sull'origine di Gorizia. Giovanni Maria Marussig non pensò mai alla pubblicazione dei suoi lavori, anche perché all'epoca Gorizia non disponeva ancora di tipografie; inoltre la stretta connessione tra testo e disegno avrebbe reso difficilmente proponibile e sicuramente molto dispendiosa la stampa. Eseguì però diverse copie dei suoi manoscritti, evidentemente per regalarne ai suoi patroni ed estimatori. Come cronista della peste del 1682 ci riporta la sua testimonianza diretta degli eventi, raccontando la propria esperienza di segregato per sua scelta, non in quanto malato ma come mezzo per sfuggire al contagio. 

"L'istoria del contagio ben notavi / e dopo d'ogni muart un poc bevevi", ricordò, raccontando la sua quarantena volontaria che gli permise di salvarsi, mentre il 10% dei goriziani moriva vittima della peste. Anche nel manoscritto relativo a Le morti violente, o subitane, successe in Goritia o suo distretto il Marussig mostra un'inclinazione verso il tema del macabro e dell'insolito, anche qui accompagnando con le immagini, spesso truculente, la parola scritta, e mostrando ben poca pietà cristiana per le vittime, viste non tanto come persone quanto piuttosto come oggetti di un aneddoto strano da raccontare. Marussig scrisse anche versi in friulano, e morì a Gorizia il 13 agosto 1712.