GLI ANGELI DEL DUOMO DI GORIZIA

09.02.2020

Un altro magnifico tesoro goriziano. Risalgono con ogni probabilità alla seconda metà del Quattrocento gli affreschi della Cappella di Sant'Acazio, che circondano estatici e sognanti i quattro Evangelisti in uno dei pochi lacerti medievali che Gorizia conserva. Questo ciclo pittorico di grande impatto, come vedrete dalle immagini, è un segno di gioia e di serenità, un tetto, un cielo, un altro tesoro di Gorizia da poco riportato ai suoi antichi splendori nel quadro del più ampio restauro del Duomo Metropolitano, che si presenta come una vera e propria miniera di testimonianze sulla Gorizia più antica. La chiesetta di San'Acazio è inglobata infatti nel Duomo e gli angeli musicanti suonano un liuto, un organo portativo, un salterio tedesco a bacchette, una dulciana,un flauto all'alemanna, un'arpa un tamburo e una strana mandola molto smile a una chitarra ( forse modificata nel restauro che tale Melicher eseguì nel 1904 e già allora molto criticato. Quegli stessi strumenti sui quali nel 1996-98 fu realizzata l'elegante sala della musica in castello, prodromica a quel Thetarum Instrumentorum che realizzammo più tardi insieme a Paolo Cecere, a Fabio Cavalli all'Insieme Dramsam e all'Accademia Jaufré Rudel. Oggi quell'esposizione è tra le più apprezzate di chi visita il castello e la nostra città. Tutto parte comunque da quegli straordinari angeli musicanti, da quel tetto angelico sopra Gorizia.

Qui di seguito, i particolari dei lavori di restauro eseguiti sotto la direzione dell'architetto Lino Visintin dallo studio Nevyjel e Regazzoni di Trieste.