GORIZIA 2020: BIANCO E NERO

30.12.2020

Il 2020 sta per finire, finendo però nel peggiore dei modi, con un forte terremoto registrato ieri intorno all'ora di pranzo. Quest'anno sarà sicuramente ricordato come il peggiore degli ultimi decenni, con una tragica pandemia ben lontana dall'essere debellata. 

Tuttavia, nel corso del 2020 nella nostra città sono accadute altre cose oltre al Covid, sia buone che cattive. Le cose positive, naturalmente, sono state raccontate come successi e conquiste storiche, mentre quelle negative (che sono molte) sono sempre state messe a tacere .

Ma iniziamo con le cose positive. L'obiettivo più importante non può che essere la nomina, grazie alla sinergia con Nova Gorica, a Città Europea della Cultura 2025, che speriamo veda il nostro territorio riprendersi sia dal punto di vista turistico sia economico. Oltre a questo, anche altre cose possono essere definite positive. Infatti, nel corso dell'anno abbiamo finalmente visto la volontà di sviluppare il complesso infrastrutturale della SDAG (per chi non la conoscesse - il complesso logistico sul valico di Sant'Andrea-Vrtojba), con un accordo tra le parti e le Ferrovie dello Stato per la costruzione di una lunetta e altre modifiche alla rete ferroviaria adiacente, che porteranno a un notevole sviluppo futuro: speriamo bene. Oltre a questo, vediamo anche l'interesse della Regione a finanziare alcune opere immobiliari a Gorizia, anche se ci si aspettava qualche tipo di investimento più redditizio simile alle migliorie infrastrutturali ferroviarie.

Passiamo ora ai fatti negativi, e probabilmente dovremmo scrivere un libro a riguardo; cercheremmo comunque di essere il più completi possibile. Il 2020 non può che essere ricordato in modo negativo, con il Covid-19 che non ha risparmiato praticamente nessuno, Gorizia compresa. Un recente studio della CGIA di Mestre ci racconta come le aziende italiane abbiano perso qualcosa come 420 miliardi di euro di fatturato, un calo di oltre il 13% su base annua. Nel nostro specifico invece, secondo uno studio di Cerved, la provincia di Gorizia brucerà fino a 1,5 miliardi di euro, con un totale regionale che purtroppo sale a quasi 14 miliardi; una tragedia.

Oltre a questo, ci sono molte altre cose negative su cui tutto tace. In marzo, al culmine del lockdown (il 15 marzo), i vertici della CCIAA della Venezia Giulia (leggi Trieste) hanno deciso di fondere il Confidi di Gorizia con quello di Trieste, fondando il Confidi, sempre della Venezia Giulia (Trieste). Perché secondo noi questa decisione è sbagliata? Per il semplice fatto che l'ente goriziano, in buone condizioni economiche, si fonde con quello triestino in una pessima situazione. In sostanza, Gorizia paga per Trieste - e la nostra politica resta in silenzio e accetta. Sulla stessa linea, qualche mese fa, abbiamo assistito ad un'altra fusione, questa volta con Monfalcone, grazie alla quale è nato il Consorzio per lo Sviluppo Economico della Venezia Giulia (un nome che suggerisce la presenza - dietro le quinte - di Trieste). Ancora una volta, la leadership goriziana brinda al successo, non rendendosi conto che abbiamo perso un altro pezzo della nostra autonomia decisionale: una classe politica che non pensa al futuro?

E il Mercato Coperto? I nostri leader politici, seguendo i diktat della Camera di Commercio, hanno voluto snaturarne la natura - per poi tornare indietro, grazie soprattutto alla decisa e forte opposizione di noi e di quasi tutta Gorizia - che ringraziamo. Ma ci chiediamo, come è possibile che i nostri governanti possano proporre cose totalmente contrarie agli interessi della città stessa, proposte che poi si sono rivelate essere le stesse scartate da Trieste. Incredibile.

Continuano poi le voci, nella maggior parte dei casi confermate, delle deturpazioni del sistema sanitario goriziano, un classico. Quest'anno poi è stato ancora più facile, essendo sotto la "copertura" della Pandemia...

Infine, non possiamo che aggiungere le pessime notizie sul procedere dei lavori del progetto Isonzo-Soča del GECT; pessime perché i lavori da parte italiana non li vediamo, mentre in Slovenia si possono definire in fase di ultimazione. Ma ci sarà mai un responsabile?

Per non essere troppo lunghi e noiosi, ci fermiamo qui. Ma le tragedie di Gorizia non si fermano certo qui. Il 2020 non può che essere definito tragico, perché gli eventi negativi superano di gran lunga le poche cose buone che sono accadute nell'arco degli ultimi dodici mesi - e in molti casi la pandemia non c'entra nulla, semmai rappresenta solo una giustificazione per le decisioni prese a danno della nostra città. Purtroppo, la questione di fondo è una sola: relegare Gorizia all'oblio (o quasi), togliendole, passo dopo passo, ogni pezzo di autonomia e specificità - ovviando, di fatto, alla reintroduzione delle Province; una strategia che purtroppo funziona.


Martin Novak - Gorizia3.0


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