GORIZIA ALL’AVANGUARDIA NELLA CULTURA - ALTRI TEMPI, OVVIAMENTE: FORVM JVLII

22.11.2020

"Tenendo fermo che ben misero e facile ad essere sopraffatto è quel popolo che non cura lo studio delle scienze e delle arti, culto che presso ogni popolo è l'espressione delle sue virtù politiche e sociali. Affratellati come siamo da lingua, costumi e memorie comuni, facciamo appello a quanti amano questa terra che trae il nome da Cesare glorioso. Ci rivolgiamo in modo speciale alla nostra gioventù calda di ideali, insofferente dei ceppi che la convenzione le impone, perché nella nostra rivista intendiamo acconsentirle una vasta arena per le prime battaglie. Animare dunque, anzi rianimare questa nostra cara terra, onde si renda illustre come fu nel passato, come dovrebbe essere nel futuro, ecco come desideriamo e quanto speriamo che e Comuni e privati ci aiutino a compiere".


Questo l'esordio di Forum Julii - Rivista di Scienze e Lettere che fu pubblicata dalla Tipografia Pallich e Obizzi di Gorizia tra il 1910 e il 1914. Il primo redattore responsabile fu Arturo Dosso mentre le firme delle rubriche che spaziavano dalla letteratura, all'arte, dalla linguistica al folklore erano quelle dei più illustri intellettuali dell'epoca: Ugo Pellis, Giovanni Lorenzoni, Tita Brusin, Onorio Fasiolo, Leone Planiscig, Dolfo Zorzut ma anche di studenti e docenti dell'allora Staatsgymnasium cittadino.Lo scopo era quello di dare una base scientifica alla parlata friulana, farne conoscere la letteratura e la storia. Questo fu senz'altro uno dei migliori periodici di approfondimento culturale, storico e artistico dell'area territoriale triestino-friulana, di cui proprio il Goriziano era momento di sintesi e armonia, centro di cultura tanto complessa e variegata da diventare successivamente la base stessa dell'autonomia della Regione Friuli Venezia Giulia. Un valore che dovrebbe essere consapevolezza concreta, identità orgogliosa e politicamente "spendibile", anche se i nostri amministratori se ne sono ampiamente dimenticati. Ma l'appello ai Goriziani a recuperare l'orgoglio dell'appartenenza al loro patrimonio storico e culturale di rilevanza inestimabile risulta ancora attuale.


Rossella Dosso - Gorizia3.0


Ultimi articoli: