GORIZIA: BASTA CALARE LE BRAGHE

21.11.2020

Il momento è dei peggiori, ma siamo ottimisti per natura e crediamo che la pandemia passerà e che quindi sarà il caso di pensare al futuro di Gorizia non tramite annunci roboanti quanto strampalati - vedi Central Park e affini - ma su fatti concreti, su progetti fattibili, su prospettive credibili. Abbiamo sollevato il problema dei problemi per quanto riguarda Gorizia e l'Isontino, che è l'incredibile sudditanza della Camera di commercio che fu di Gorizia a Trieste: avrete notato che ne parliamo solo noi.

Critichiamo e polemizziamo per decisioni inique per la nostra città senza ricevere risposte, se non indirette e incomplete , solitamente sulle pagine de Il Piccolo. Il passaggio sotto Trieste della Confidi di Gorizia, solida e in attivo è uno dei problemi che riguardano il nostro futuro e di cui vorremmo discutere. Intanto ecco un promemoria a firma del nostro Martin Novak: da leggere con attenzione.

La Confidi ex-Gorizia, ora "Venezia-Giulia", è presieduto dall'ormai onnipresente Presidentissimo Paoletti. Se dovessimo scorrere la lista degli organi incaricati a gestire questo nuovo ente, troveremmo sempre le stesse persone. Paoletti, di Trieste, sarà assistito da due Vicepresidenti, uno del Confidi di Gorizia, l'altro di Trieste.

La carica di Direttore Generale va invece a Ciarocchi, ex vicedirettore di Confindustria FVG. Inoltre, l'ex sindaco di Mossa, Medeot, è stato nominato segretario generale. L'unica nota positiva di tutta la vicenda è che la sede di Confidi VG sarà a Gorizia - e ci mancherebbe anche, vi spieghiamo perché.

Ebbene, come sempre, Gorizia non riesce proprio a fare la voce grossa, imponendo magari un presidente. La stessa identica cosa, purtroppo, si è già verificata con la Camera di Commercio- il prossimo presidente dovrebbe essere un goriziano ma la cosa è molto dubbia - e ora con il Consorzio Sviluppo Economico. La cosa interessante è che noi di Gorizia3.0 siamo gli unici ad occuparci della questione, mentre tutta la politica goriziana, che dovrebbe fare da garante rispetto alle questioni cittadine, se ne frega: la sinistra non sappia cosa fa la destra.

Il motivo per cui ci siamo opposti alla fusione è molto semplice. Il Confidi di Gorizia, con un bilancio in ordine, si è fuso con quello di Trieste, che invece aveva i conti in totale disordine. Ci chiediamo, in effetti, come fosse stato possibile arrivare alla fusione con tali premesse? Dove si trova la Giunta, nella quale abbiamo - da tempo - esaurito ogni tipo di speranza e fiducia, o almeno il Consiglio Comunale, con 40 (quaranta) consiglieri stipendiati da tutti noi, in tutto questo?

Non vorremmo, ad esempio, che i 6 milioni di euro con cui la Cciaa della "Venezia Giulia" finanza il mega acquario di Trieste provenissero dal Fondo Gorizia- In merito aspettiamo smentite, ma siamo sicuri che i nostri sei rappresentanti nel consiglio del tesoretto isontino, consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione faranno buona guardia.

Con questo andazzo ormai istituzionalizzato e incredibilmente silenziato succede che l'istituto triestino predomina su quello goriziano anche se vale effettivamente un terzo di quello goriziano, anche a causa delle perdite di quest'ultimo, che nel 2016 hanno raggiunto i 3 milioni di euro. Un disastro.

Allora perché si è proceduto a questa fusione, che non porterà alcun beneficio a Gorizia, ma aiuterà Trieste a rimettersi in piedi con i nostri soldi? Ma la politica di Gorizia ha ancora qualcosa da dire? Nessuno di questi geni pensa di andare a casa?

Martin Novak - Gorizia3.0


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