GORIZIA BELLA: IDEE GRATIS

21.08.2019

Unire l'utile al dilettevole: questa è la mission di una fontana. Mettere cioè a disposizione della cittadinanza un bene di pubblica utilità: l'acqua. E impreziosire il paesaggio urbano - farne ornamentum - vezzeggiando la vista ed i sensi. Gorizia ne dispone di alcune di grande pregio: come la fontana-obelisco di Piazza San Rocco, progettata dall'architetto Antonio Lasciac. Ma anche quella dedicata a Nettuno da Nicolò Pacassi, in piazza Vittoria. E, ancora, la fontana metallica ospitata ai Giardini Pubblici e donata alla città dal maresciallo Gyulai, che vi era venuto per trascorrere la sua pensione. Piccole (o grandi) opere d'arte che rappresentano motivo d'orgoglio per Gorizia e ne sottolineano il carattere urbano. E il Comune sta provvedendo a un loro apprezzato maquillage.Però, fatto trenta si potrebbe fare trentuno. Ci riferiamo a quel pregevole bene artistico rappresentato dalla fontana dell'Ercole, fatta costruire dall'architetto Nicolò Pacassi nel 1775 e realizzata dallo scultore Marco Chiereghin. In pietra d'Aurisina (e non solo) il prezioso manufatto fu messo in opera agli inizi dell'Ottocento e faceva bella mostra di sè in Piazza De Amicis fino agli anni '30 del secolo scorso. Fu poi relegata all'interno di Palazzo Attems ( gli ex musei provinciali curarono il suo restauro) risultando in tal modo accessibile soltanto ai visitatori del museo.Sarebbe bello che quest'opera - di indiscusso pregio artistico - fosse ricollocata, nell'ottica di una piena valorizzazione del notevole patrimonio culturale ed artistico della città, nel suo sito originario e che venisse offerta alla fruizione di turisti e goriziani. L'operazione potrebbe essere sostenuta dalla Regione che gestisce la Pinacoteca di Gorizia mentre il Comune potrebbe accollarsi le spese degli allacciamenti. A Gorizia ci resta almeno il diritto di sognare, ma siamo certi che anche il suo illustre autore Nicolò Pacassi, ne apprezzerebbe l'iniziativa. Lo gradirebbe lo stesso Ercole: si sentirebbe meno solo.Rossella Dosso