GORIZIA, COSA FARAI DA GRANDE? TURISMO CULTURALE FUOR DI CHIACCHIERA

22.03.2020

"Cosa farà Gorizia da grande?" una battuta che la governatrice Serracchiani che poi di questa città fece strame, buttò là in un ammutolito e imbarazzato consiglio comunale. Poiché avrete notato che le nostre idee vengono immancabilmente prese in considerazione dai conducator di questa città, buttiamo là qualche proposta che riguarda. Fa bene pensare e ce n'è il tempo per articolare qualche proposta per il futuro di Gorizia, che secondo le disposizioni regionali si avvia a ridiventare - speriamo si tenga il punto - nel giro di qualche anno nuovamente capoluogo di provincia, ruolo che le è stato sottratto al momento della costituzione delle Uti. E' anche in questa chiave che va ripensata la politica del turismo culturale legato alla nostra città e ovviamente in forte sintonia con l'Isontino e con "mamma Regione".

Prediamo avvio dall'idea di Ziberna - ottima - di valorizzare l'ambito più iconico, interessante e bello di Gorizia ovvero il Borgo Castello con una serie di interventi atti a riattare e rendere attrattivi, frequentabili, interessanti le più strette dipendenze del nostro maniero con la ristrutturazione del Bastione Fiorito, un tempo glorioso emblema delle notti goriziane (ricordiamo in proposito le gestioni della Multithema di Paolo Gruden e quindi di Makuz) e di una nuova struttura che dovrebbe prendere il posto dell'ormai vecchio Teatro tenda, che un tempo, come ricordano i nostri padri, ospitavano frequentatissimi eventi, tra cui l'Amidei, vivificando il Borgo.

Per l'impresa è preventivata una spesa di 1,3 milioni di euro, che saranno a carico per il 50% degli ex fondi Uti . regionali - e 50 % direttamente dal Comune: un rafforzamento necessario in vista della realizzazione della salita meccanica al Castello, progetto partorito almeno vent'anni fa dalla giunta Valenti e sostenuto finanziariamente dall'allora assessore regionale alle finanze Ettore Romoli. Benissimo, ma allora si tratta di capire se i cervelli delle nostre istituzioni sono collegati su azioni concrete oppure dispersi nei mille rivoli del facile consenso. Se la vocazione di Gorizia è quelle turistico-culturale, parola di cui spesso si fa saliva, non si capisce perché la ex Camera di commercio di Gorizia (ora della Venezia Giulia) non cofinanzi questo progetti assolutamente positivi sgravando il nostro comune da impegni onerosi. O la Fondazione Carigo non si adoperi immediatamente e finanziariamente a incrementare con le sue strepitose iniziative - sia detto senza ironia - in 3d, vedi Ikon e San Michele, per corroborare l'operosità del Comune.

Gorizia3.0

Nella foto: Volo su Gorizia, di Tullio Crali