GORIZIA DA RICOSTRUIRE: ECCO I SITI DA VALORIZZARE

19.11.2021

Nel recente incontro che gorizia3.0 ha tenuto a Gorizia vai sono stati i temi trattati. Il nostro Kevin Cucit, in particolare ha trattato la grave criticità che colpisce il nostro prezioso, storicamente rilevante patrimonio immobiliare, di cui la nostra cartina ne rappresenta plasticamente lo stato disastrato.

" Chiunque siate- ha detto Cucit - , un turista, un acquirente, un visitatore occasionale, e in qualsiasi modo si entri nella nostra città c'è una situazione più o meno di degrado o abbandono: sia essa un edificio, una piazza, una via, una villa o altro: insomma una cartolina indecente. Partendo già dalla periferia con il Pala Bigot per passare per la zona fiere, o il complesso case Fogar sull'Isonzo, le numerose ville storiche tra cui Ritter e Louise. Passeggiando per la città possiamo imbatterci in quella orrida imbragatura alla Stella Mattutina (per la quale sarebbero già pronti 1.2 milioni di fondi statali). Passando per Palazzo de Grazia (triste storia di un altro fallimento goriziano), un palazzo da oltre 3 milioni gestito dai soliti noti e senza un progetto degno di nota. Gorizia conta quindi una miriade di edifici e patrimoni sottoutilizzati o abbandonati che rappresentano un fitto tessuto di contenitori vuoti, che farebbero invidia a qualunque città che punti ad un'industria turistico-culturale. Sarebbe interessante approfondire ognuna di queste situazioni e forse qualche prossimo evento mi permetterà di farlo, vorrei soffermarmi però su alcuni, eclatanti fallimenti dell'ultimo decennio, forse noti ai più. Mi soffermo per ora soltanto su alcuni edifici, peraltro molto rappresentativi della situazione."

Case Fogar: Perché non insediarvi un consorzio dei prodotti del Collio e della provincia. Il turista viene mangia su una terrazza che è praticamente sopra all'Isonzo, compra prodotti enogastronomici del territorio e tutto gira. Un'etichetta e/o un marchio tutto goriziano, goriziano doc, che raggruppi tutte le numerose eccellenze del Goriziano! (eventualmente far vedere Gorizia.DOC sul sito). Il complesso dovrebbe essere la porta sul Collio goriziano e la regione proprietaria, da quel che sappiamo, potrebbe cederla per usufrutto gratuito o almeno per modica cifra. Forse l'amministrazione ha proposto qualcosa alla Regione? Qualcuno sa qualcosa? Di certo non si può sperare che la risoluzione cada dal cielo! La nuova provincia potrebbe prendere in se tutte queste strutture per permettere che venga fatto un discorso sinergico tra tutte queste realtà goriziane, e permetterne una adeguata valorizzazione e pubblicizzazione.

Villa Louise: sovvenzionato il restauro inizialmente dalla regione nel 2015 con tre milioni (su 5 da destinarsi per l'opera). Nel 2018 iniziano i lavori e da allora non ci sono notizie di prosecuzione, fermi quindi al 1° di 3 lotti. Nessuno sa a che punto siamo, anzi se qualcuno ha novità ben venga. Si è parlato di molteplici destinazioni d'uso, alcune più, altre meno fantasiose pronte a creare doppioni inutili in città. Questa Villa ha del potenziale inestimabile e potrebbe tranquillamente prestarsi, vista la posizione fuori dai radar sempre attivi dell'antischiamazzi, ad attività dedicate principalmente ad un'utenza giovane, ma anche no. Tenendo anche conto delle possibilità offerte dall'ampio parco (che si affaccia sulla valletta del corno) e un parcheggio antistante capiente, si presterebbe bene ai più disparati eventi, perché no?! Certo, il tutto magari accompagnato da mostre ed esposizioni estemporanee.

Villa Ritter: Patrimonio cittadino da 4 milioni. Ristrutturata per ospitare un corso universitario di eccellenza e tecnologia, mai visto per beghe tra le università. Nel 2012, finalmente qualcosa di concreto: l'insediamento del CIELS, un'università privata di Mediazione Linguistica. Bene, finché dura. Il "finché" è agosto 2018 quando l'università padovana non rinnova il contratto di locazione della villa (prima da 66 mila poi aumentato a 120 mila euro). Perché non creare un corso di studio goriziano doc, prendendo le distanze dai campanilismi fatali tra i due atenei, magari coinvolgendo gli specialisti di settore; consorzio bonifica isontina, enti di "gestione del territorio" (Forestale, Arpa, Ersa,....). Anche qui si possono tranquillamente fare gli stessi discorsi di Villa Louise, magari rivalorizzando la villa in ottica di esposizione dei tesori della famiglia omonima (che era per altro legata ad imponenti scavi archeologici di Aquileia), o darla in gestione (magari per un obolo) alle realtà associative goriziane; solo una idea. Invece no; anche qui meglio lasciarla chiusa e al degrado generale. Anche qui la posizione e il parco di oltre 1 ettaro si presterebbero magnificamente come location per un locale, caffè o circolo giovanile magari.

Tutti questi patrimoni immobiliari potrebbero benissimo essere legati da un progetto unico di rivalorizzazione e utilizzo. Una catena museale per valorizzare i patrimoni e i lasciti delle famiglie omonime. Se non si vuole altri musei, bene allora altro. Utilizzarli proponendo serate di un certo livello che siano di interesse extra provinciale, e pubblicizzarle con criterio. Magari invece, vista la notevole e importante presenza in città di operatori in ambito culinario ed enogastronomico o semplicemente titolari di locali cittadini, perché non dar loro la possibilità, per una somma modica, di utilizzare le varie residenze storiche come location per eventi sporadici accompagnati da promozione ed offerta delle specialità goriziane.

Vorrei aggiungere che se la Slovenia avesse un tale patrimonio, vuoi col Gect vuoi col Comune, sarebbero già ben che valorizzate. Basti vedere il locale sulla riva a Salcano. Non sono serviti milioni per seminare un po' di erba e metter due sdraio, altro che Isonzo Beach.

Kevin Cucit per Gorizia3.0