GORIZIA E I GEMELLAGGI: UNA RICCHEZZA PROPOSTE PER NOSTRA SORELLA LIENZ

08.02.2020

Il gemellaggio - volendo essere formali - è un legame simbolico tra due comunità, finalizzato allo sviluppo di strette relazioni d'amicizia in campo culturale. Ma anche storico, politico ed economico. Gorizia ha stretto gemellaggio con quattro città: Grosseto (nel 1981), Sassari (nel 1983) , Klagen-furt, in Carinzia ( nel 1965) e Lienz nell'Ost Tirol (nel 1997). Quanto a Grosseto ci sfuggono le ragioni del legame, ma non dubitiamo della loro importanza. Con Sassari il rapporto è ispirato a moti-vazioni storiche legate alla Grande Guerra e alla presenza nella nostra città dell'omonima brigata. Il vincolo con le altre due città ci pare però più pregnante. Anche perché: il gemellaggio con Klagenfurt fu parallelo a quello con Nova Gorica e fu il frutto di una lunga preparazione "diplomatica" dei vertici delle tre città coadiuvate dalle rispettive nazioni, che dettero prova di grande lungimiranza po-litica. Fu uno dei motivi per cui le due città tornarono a dialogare in piena Guerra Fredda , mettendo le basi per quella che sarebbe diventata "la frontiera più aperta d'Europa". Il più recente è quello con Lienz, che fu ratificato dal Sindaco Valenti e dal borgomastro Helga Machne nel 1997. Quest'ultimo gemellaggio è motivato da radici storiche lontane e profonde: essendo le due città concapitali della medioevale Contea di Gorizia. Il retaggio è tutt'ora vivo nella bellissima cittadina austriaca, dove - chi scrive ne è testimone, avendola visitata di recente- c'è ancora tanto di Gorizia: nella cultura e nei sentimenti della gente. Ce lo attesta simbolicamente anche Leonardo, l'ultimo Conte di Gorizia, sepolto a Lienz sotto un pregevolissimo cenotafio in pietra rossa. Molteplici sarebbero i rapporti da sviluppare tra le due città, non solo per qualche evento sporadico ma, ad esempio, per l'allestimento di alcune mostre di reciproca soddisfazione. Il bel castello di Lienz (nella foto) ospita una mostra permanente di Albin Egger-Lienz (alcune opere qui sotto), interessante artista che aderì alla Secessione viennese e che fu precursore dell'Espressionismo tedesco. Gorizia, per il tramite del Comune o dell'Erpac, potrebbe esportare le opere del Futurismo goriziano che ebbe in Tullio Crali il suo esponente più noto e al quale Monfalcone ha dedicato di recente una bella ed apprezzata mostra. Il sogno nel cassetto sarebbe però una mostra dedicata all'interessantissimo periodo medioevale dell'arco nord-orientale delle Alpi (che coincide grossomodo con il territorio della Contea di Gorizia!) con epicentro Gorizia e Lienz. Non un'iniziativa all'insegna del radicio coi ovi e le luganighe de Vienna (o, se volete, anche questo), ma una manifestazione che andrebbe alle radici del legame storico e culturale tra le due città. Spes ultima dea, dicevano i latini. Lo diciamo anche noi. 

Rossella Dosso