GORIZIA E I SUOI TESORI BEN NASCOSTI. IL RAPPORTO CON GRADO E AQUILEIA.

25.05.2020

Gorizia3.0 ha individuato una lunga, anzi lunghissima serie di problematiche che riguardano i mille problemi irrisolti in cui si dibatte questa città. Tra questi i rapporti con gli altri centri regionali tra i quali - insistiamo da tempo su questo punto - Grado e Aquileia.

La prima è, anzi era, una medaglia appuntata sul petto dell'Isontino, il motore del turismo regionale, una risorsa che avrebbe dovuto essere messa in rapporto con Gorizia da quella Provincia che per scarsa visione e anche per motivi politici ha sempre trascurato queste problematiche. La "nuova provincia" propugnata dalla Regione dovrebbe rimettere in sinergia le due realtà, pensando naturalmente all'altro tesoro del territorio ovvero il Collio, un tempo chiamato "goriziano". Ricordiamo che Grado registra da anni numeri altissimi di presenze, superando ormai abbondantemente la soglia del milione e trecentomila unità. Si è mai pensato di far convergere almeno una parte di questi turisti, prevalentemente austro-tedeschi - storicamente legati al nostro territorio, anche nella Gorizia città? Sembrerebbe proprio di no. E per quest'anno è grave.

La seconda, Aquileia, è talmente e intimamente legata a Gorizia che sembra impossibile che nuovi rapporti non siano creati in un'ottica di rilancio, non tanto dell'antica città romana, quanto di Gorizia. Non dimentichiamoci delle buone performance turistiche della cittadina, unite ad una sapiente gestione patrimoniale. Su Aquileia puntano la regione FVG e Roma in quanto centro dalle potenzialità semplicemente enormi con un'amministrazione comunale che finalmente riesce a colloquiare con tutte le istituzioni. Ricordiamoci pure, che qualche mese fa, Aquileia è stata celebrata a Roma con la bellissima mostra "Aquileia 2 Porta di Roma verso i Balcani e l'Oriente".

In quest'ottica, abbiamo pubblicato vari post in merito alla valorizzazione dell'inestimabile Tesoro di Aquileia, di proprietà della Curia arcivescovile e donato a Gorizia a metà Settecento, per il quale fu appositamente creato il Museo di Santa Chiara... Avremmo pensato che una tale memoria del Patriarcato del Friuli sarebbe stata sfruttata nell'ambito della progettazione regionale che destinava fondi a tal proposito. Niente.

Ma a furia di dai e dai anche qualche sacerdote si è svegliato e deve avere suonato ai piani alti della Curia che finalmente, insieme al Comune, ha deciso di fare finalmente una mostra, che però non può prescindere dalla collaborazione di Aquileia. Siamo sicuri che questi nostro messaggio, come del resto tutti gli altri che tanto irritano i nostri politici, è già stato recepito.

Martin Novak