GORIZIA E I TESORI SCIPPATI LA LEZIONE DI VITTORIO SGARBI (1)

23.12.2019

Da qualche mese su questa pagina Facebook insistiamo sull'esigenza di riscoprire e valorizzare i tanti tesori di Gorizia. Stiamo denunciando incredibili dimenticanze, figlie di una sciatteria che la nostra città non si merita. Qualche esempio? Il tesoro di Aquileia e il Tesoro del Duomo che giacciono in qualche ripostiglio sconosciuto ai più; l'indifferenza con cui si lascia spegnere il Mercato Coperto; quei musei provinciali di cui i goriziani sono stati scippati dalla Regione, a un Ente fantomatico chiamato Erpac che non sa fare di meglio che organizzare, al Museo della Grande Guerra, una mostra fuori contesto sulla moda (?). Ci torneremo.Gli argomenti di discussione variano dai respingenti allestimenti di Natale , alle irrisolte questioni aeroportuali alla sistemazione delle Rive dell'Isonzo impresa che gli amici di Nova Gorica hanno conseguito buoni risultati tramite Gect: sempre in Slovenia nasce la bella idea della Città Europea della Cultura. E in questo quadro non entusiasmante ci sembra opportuno rilevare come nell'ultima conferenza al Teatro Verdi Vittorio Sgarbi ha ricordato ai Goriziani come la loro città rappresenti un patrimonio di storia, di cultura e di bellezza inestimabili e sia stata luogo di convergenza e d'intreccio di civiltà differenti: ebraica, italiana , slava, tedesca, e friulana: lo ha detto con cognizione di causa e non come una inutile filastrocca con cui i nostri politici infiocchettano i loro discorsi. Proprio tale carattere - ha contribuito ad arricchire la cultura di questo territorio e a renderla unica e autenticamente mitteleuropea. Quella di Gorizia è una bellezza che emerge nel dispiegarsi delle strade cittadine e negli edifici, ma in particolare - ha detto Sgarbi - in quel crogiuolo di armonia e di arte che si manifesta a Villa Coronini. Un luogo magico, come lo stesso critico d'arte l'ha definito. Rimarcando gli inestimabili tesori che custodisce ha espresso la sua riconoscente ammirazione per il conte Guglielmo Coronini e per quello che ha saputo creare mettendo insieme degli oggetti preziosissimi in un ensemble che costruisce uno stile, rivelatore di una ricchezza interiore nonché di una bellezza peculiare, che solo Gorizia possiede. Perchè Gorizia - vogliamo ribadirlo - è pregna di cultura, ma sentina d' ignoranza ( la latino ignòro), che non le consente di valorizzare i suoi tesori, che potrebbero finalmente riuscire a sviluppare flussi turistici consistenti. E ritorniamo al Tesoro d'Aquileia su cui, tranne noi, tutti tacciono: una ricchezza immensa che ci appartiene, che chi detiene nasconde non si capisce in base a quale ragionamento. Qualcosa sis ta muovendo - lo abbiamo ricordato - anche in seno alla Curia. Speriamo.

ROSSELLA DOSSO