GORIZIA E IL SUO FONDO PERDUTO MA C'E' UN PROGETTO PER IL DOPO COVID?

08.07.2020

Sono circa due mesi che il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna ha chiesto alla Camera di commercio "della Venezia Giulia", con la compunzione che gli è propria, di intervenire tramite il Fondo Gorizia per aiutare la città nel dopo-Covid. La risposta venne da Trieste e fu un sonoro no se pol. Cioè ai goriziani non è permesso di usare i propri soldi.

I ridanciani padroni del Fondo tutto goriziano e isontino (ma per poco ancora) dissero sprezzantemente che era impossibile distribuire soldi a fondo perduto, magari dividendo il gruzzolo di 48 milioni (60, secondo il dottor commercialista Claudio Polverino) tra circa 17mila aziende.

Non possiamo credere che Ziberna, con la quarantennale esperienza politica pensasse a soluzioni del genere e sappiamo che il niet era semplicemente funzionale alla politica e all'economia triestina, cui il tesoretto goriziano fa molta gola. E' ovvio che ci vuole un progetto che però non è stato presentato. Ziberna per ora tace ma siamo certi che reitererà la domanda allegandovi un piano preciso che tappi la bocca alla Cciaa di Trieste (chiamiamola per nome). E allora?

Si può spaziare sulla conclamata ma spenta vocazione turistica della città; si può pensare ai settori commerciali più colpiti, come quello dell'abbigliamento; si può pensare anche a ristrutturare il Mercato coperto; si può ripensare a rendere presentabile quella orrenda distesa di bitume che è il piazzale della Casa Rossa; si può ripensare il Quartiere Fieristico destinato a diventare una discarica a cielo aperto che dà il benvenuto a chi arriva al ponte IX agosto....

Ma dobbiamo essere noi a suggerire le idee?

GORIZIA3.0

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