GORIZIA (E NOVA GORICA) COSA FARETE DA GRANDI?

25.10.2021

"Ma Gorizia cosa vuole fare da grande?" Rieccheggia ancora nell'aula sorda e grigia la domanda che la governatrice Serracchiani pose in una seduta del consiglio comunale in cui fu ospitata nel 2013. Un interrogativo cui la "classe dirigente" di Gorizia non sa rispondere. E' lo stesso quesito lo stesso interrogativo che fa ancora oggi il deus ex machina del porto di Trieste, Zeno D'Agostino; ma alla Cciaa di via Crispi tacciono per non scontentare i padroni di Trieste che devono definire - senza troppi clamori - il loro progetto di Città Metropolitana; tace il sindaco di Gorizia che sui futuri assetti territoriali deve chiedere permesso alla Cisint; tacciono - ed è meglio - gli assessori: mute come sempre le segreterie dei partiti.Scegliere, decidere, volere potrebbe scontentare qualcuno cosa impossibile in questa affannata corsa a conservare la poltroncina con campagne promozionali tipo ipermercato 2X1. E'tutto un inaugurare un selfeggiare, un sentenziare, un criticare attribuendo agli altri l'unico stimolo del mondo politico goriziano e soprattutto delll'amministrazione: la conservazione della poltroncina, mascherando le rovine rimaste dopo quattro anni di nulla.In questo deserto la vecchia idea di Darko Bratina la Città Unica, avanza in solitaria, per il solo fatto di essere la sola. Ipotesi sposata seppure in varie sfumature dalla minoranza slovena - cui su questa pagina abbiamo dato un certo risalto - e dall'unico onorevole che ci rappresenta a Roma, Pettarin, che ne fa una proposta provocatoria. La Città Unica come Destino. Così, senza interlocuzioni, senza dibattito alcuno ( ma chi?) tutto scivola verso la china irreversibile di una fuoriuscita di Gorizia dalla sua provincia, in cui la Sinistra Isonzo viene lasciata alle cure interessate di Trieste che ha nei fatti già incorporato Monfalcone mentre la Destra, Collio compreso, diventa oggetto di contesa tra una debolissima Udine e una Trieste da tempo trionfante..Crediamo senza dubbio che una sinergia sempre più forte e soprattutto operativa tra Gorizia e Nova Gorica, ma anche tra Italia e Slovenia sia irreversibile, possibile e desiderabile. Ma in vista di qualsiasi futuro matrimonio, sia esso combinato o d'amore, Gorizia deve rafforzare il rapporto secolare e istituzionale con la sua Provincia, che le consente il rilancio di un'identità così ricca e complessa e un ancoraggio nazionale e regionale al FVG e al territorio storicamente di sua pertinenza, la cui ricostituzione in forma di Provincia, anche su base elettiva, è dal 2017 scritta su una legge regionale.Questa "Nuova provincia" è accompagnata da una strana afasia istituzionale e politica, testimonianza di una città ormai senza guida e abbandonata agli appetiti altrui. Gorizia come "non luogo" ovvero come l'ha ridotta questa giunta, fa comodo a tutti: c'è ancora tanto infatti, da portare via. Un suo ritorno effettivo al ruolo di capoluogo potrebbe impedire questa spoliazione, così bene avviata. Gorizia come vuoto a perdere, come terra di conquista, tanto che anche Ziberna, nella sua estrema debolezza, è in fondo gradito ai partiti nazionali, che hanno da tempo commissariato le segreterie goriziane, desolantemente mute.E a questo punto, in una fase di rielaborazione territoriale è bene che a Gorizia si insedi una nuova classe dirigente capace di trattare con forza un allargamento della prossima provincia sull'imronta storica - ma anche economica - insieme ad Aquileia e Cervignano, che gioverebbe, e molto, anche a Nova Gorica e al turismo culturale su cui - vedi Capitale Europea della Cultura, 2025 - si basa il futuro del nostro territorio.Parallelamente, se le due città devono collaborare e riprendere un ruolo centrale in questa parte d'Europa e più importante nelle rispettive "regioni" e nazioni, sarebbe bene prevedere un allargamento del Gect* alla Nuova Provincia di Gorizia e al territorio della Goriska. I cui comuni potrebbero trovare una forma di associazione funzionale allo sviluppo transfrontaliero, non essendo la Goriska istituzionalizzata come una Provincia o regione italiana. Come vedete dalla mappa, i territori collimano quasi alla perfezione con l'ex Contea asburgica di Gorizia e Gradisca.

GORIZIA3.0


*Dal sito del Parlamento Europeo:

Un GECT può essere creato da partner situati in almeno due Stati membri (o in uno Stato membro e uno o più paesi terzi) e appartenenti a una o più delle seguenti categorie:
• Stati membri o autorità a livello nazionale;
• autorità regionali;
• autorità locali;
• imprese pubbliche od organismi di diritto pubblico;
• imprese incaricate della gestione di servizi d'interesse economico generale;
• autorità nazionali, regionali o locali, oppure organismi o imprese di paesi terzi (soggetti a condizioni specifiche);
• associazioni di cui fanno parte organismi appartenenti a una o più delle suddette categorie.