GORIZIA FANTOZZIANA

10.08.2021

Gorizia, in attesa di celebrare con Nova Gorica l'appuntamento della Capitale Europea della Cultura nel 2025, si può fregiare al momento di un riconoscimento invero molto meno lusinghiero che la consacra leader dell'improvvisazione. Dopo la a dir poco imbarazzante vicenda del Senso unico in Corso, l'altrettanto maldestra gestione della riqualificazione del Mercato coperto che doveva aprire le porte al Gambero Rosso (di cui attendiamo sempre la manifestazione d'interesse) e che invece ha indotto i papaveri della Camera di Commercio a chiudergliele in faccia al malcapitato Ziberna (dopo avergli lanciato strali di funestia inaudita), si segnala la vicenda dei contributi regionali finalizzati a progetti di qualificazione cittadina. Per come l'ha raccontata Ziberna, la Regione chiese intorno a febbraio/marzo una risposta tempo tre ore.

Naturalmente né al Sindaco e - figurarsi - alla sua Giunta era mai passata per l'anticamera del cervello l'idea di prefigurare l' ipotesi di un intervento di pubblica utilità. Così, dopo un colossale sforzo di immaginazione, Ziberna comunicò alla Regione la gran pensata di un parcheggio interrato e una fantomatica struttura trasparente nell'area del Mercato all'ingrosso. Ma anche l'esigenza di finanziare una seconda opera di cui la cittadinanza - secondo i nostri illuminati amministratori - ne sentiva ormai l'assoluta, inderogabile necessità: la ristrutturazione del PalaBigot. Salvo poi - come da prassi - pentirsene realizzando di averla fatta grossa e chiedere di dirottare il contributo sulle opere da effettuarsi al Mercato coperto.

Oggi leggiamo su Il Piccolo che "la Regione vuole il nuovo PalaBigot". In realtà Ziberna ha chiesto all'Ente regionale lo spostamento del contributo, che peraltro non risulta sufficiente a riqualificare la struttura, quando l'Ente medesimo aveva inserito la posta finanziaria in un provvedimento di legge: naturalmente ha risposto picche. Per completare l'intervento si dovrà attendere - campa cavallo - un nuovo eventuale finanziamento per mettere a disposizione dei cittadini una struttura verso la quale gli stessi non nutrono alcun interesse: le priorità sono ben altre.


Ermes Dosso