GORIZIA NOSTRA: QUALCUNO TI PENSA?

20.09.2020

Ma non si potrebbe pretendere, a questo punto in sede di consiglio comunale, sempre che qualcuno dei rappresentanti ne avesse voglia, di parlare dello stato disastroso in cui versa la città? Per documentarsi sarebbe sufficiente che leggano Gorizia3.0, cosa che gli amministratori municipali fanno compulsivamente, ma senza alcun costrutto.

Tutti ormai hanno capito che l'importante è l'annuncio. Che prevale sul contenuto mentre la finzione vince sulle realizzazioni concrete. Progetti e programmi: studenti liceali e universitari, giurie internazionali, mondiali, tutti impegnati a redigere libri dei sogni che devono tenere occupata la fantasia dei goriziani e nascondere una confusione preoccupante, di cui la questione Mercato coperto è solo la punta dell'iceberg. Non c'è coordinamento tra Comune e Cciaa? Per forza: il primo è un ente goriziani e l'altro è ormai triestino.

La Fondazione Coronini è un altro mistero glorioso, impegnato a tirar su voti e facili consensi dalla parte politica su cui pende presidenza e dirigenza. Della Fondazione Coronini aspettiamo notizie: pare che quel passaggio di bilancio del 2018, da soli 500mila euro a settantasei milioni (76.000.000,00!), peraltro mai spiegato al popolo bue, servirà anche a mettere a posto il disastro di Casa Rassauer, mentre non si hanno notizie di Villa Frommer: scusate e i celebri lavori affidati all'Ater di Udine (ma guarda! Non c'è anche a Gorizia?) di Villa Louise proseguono? O è tutto fermo?

Cari concittadini, carissimi lettori: ecco una serie di argomenti molto concreta e seria per il prossimo consiglio comunale: sempre che qualcuno pensi ancora a questa povera ma bellissima Gorizia nostra.

GORIZIA3.0