GORIZIA-NOVA GORICA 2025: TUTTO INIZIO’ A KLAGENFURT…

02.08.2021

Se Gorizia e Nova Gorica saranno la Capitale Europea della Cultura sarà anche per merito del borgomastro di Klagenfurt Hans Ausserwinkler che, negli anni '60, gemellando il capoluogo della Carinzia con le nostre due città fu promotore della "frontiera più aperta" nella Cortina di ferro. Un altro episodio da evidenziare in quel Bidbook che appare assolutamente carente dal punto di vista storico-culturale.

Per il 2025 è di fondamentale importanza riuscire ad attivare collaborazioni concrete, soprattutto in campo culturale e turistico quindi di ristabilire il rapporto declinante tra le due Capitali della Cultura 2025 e le rispettive città gemelle, con in testa l'austriaca Klagenfurt, al di là del folklore. Infatti il 2025 segnerà anche il 60° anniversario del gemellaggio tra Gorizia e Klagenfurt e degli accordi "amichevoli" tra Klagenfurt e Nova Gorica: le delegazioni delle due città si incontrarono nella città del Dragone e discussero sulle possibili aperture, che poi trasformarono il valico di casa Rossa nella frontiera più aperta d'Europa, aprendo un varco nella Cortina di Ferro, spartiacque tra le democrazie occidentali e le dittature comuniste. Entrambe avrebbero tutto l'interesse ad ampliare l'offerta culturale in un contesto ancora più mitteleuropeo, con conseguenti importanti ricadute positive sul piano economico nel lungo periodo.

Hans Ausserwinkler, borgomastro di Klagenfurt dal '57 al '73 è stato un fautore dell'Europa Unita e dell'amicizia tra Gorizia e Nova Gorica. Questo fatto andrebbe ricordato estendendo il fatto transfrontaliero all'ideale transnazionale della regione Alpe Adria. Suggeriamo questa idea a Paolo Petiziol presidente del Gect, al presidente della Fondazione Carigo Alberto Bergamin, al nostro povero Comune e a Nova Gorica, sperando che ne tengano conto.


Martin Novak e Antonio Devetag