GORIZIA SOTTO IL BOMBARDAMENTO NEI QUADRI DI ITALICO BRASS

18.10.2021

Si avvicina il momento sarà ricordato solennemente il viaggio del Milite Ignoto da Gorizia, Aquileia e quindi a Roma. Il consiglio comunale di Gorizia deciderà oggi se dare al soldato che rappresenta tutti i caduti della Grande Guerra la cittadinanza della nostra città.Persa l'occasione negli anni scorsi di celebrare il centenario del conflitto mondiale scatenato dagli imperatori Francesco Giuseppe e Guglielmo Secondo, - il 2016 doveva essere, per l'assessore regionale Torrenti, l'anno dedicato a Gorizia: non se ne fece nulla - Gorizia3.0 ricorda Italico Brass.Che chi del conflitto fu testimone attraverso dei quadri che ci restituiscono un resoconto trasfigurato e poetico, che raggiunge l'apice dello straniamento nel primo quadro che presentiamo, che raffigura soldati, ufficiali e cittadini che dal Castello di Udine guardano verso il Sabotino, verso Sorella Gorizia, che in quel preciso momento veniva bombardata. Le tracce delle esplosioni illuminano il cielo notturno, in una apocalittica, ipnotica pirotecnìa.Italico Brass nacque a Gorizia il 14 dicembre 1870. La sua famiglia, come dimostra chiaramente il suo nome, era irredentista: suo padre, Michele, faceva parte della "Clapa" di patrioti goriziani, e lui stesso ebbe qualche problema per aver partecipato a manifestazioni filoitaliane. Italico Brass si recò ancora giovane a Monaco e a Parigi per studiare pittura, quindi si stabilì a Venezia, cominciando subito ad affermarsi a livello internazionale: ottenne n prestigioso riconoscimento al Salon de Paris nel 1893, partecipò a quasi tutte le Biennali di Venezia, ed effettuò numerose mostre personali, in Italia e all'estero, sempre con grande successo di pubblico e di critica.Durante la Prima Guerra Mondiale (aveva rinunciato alla cittadinanza austriaca nel 1911) venne incaricato dal Comando Supremo dell'esercito italiano di effettuare studi e schizzi del fronte: tra i dipinti frutto di questo lavoro c'è anche qualche veduta di Gorizia. Brass era riservato di carattere e solitario, anche se pronto a partecipare attivamente alla vita, soprattutto culturale, della città in cui viveva, fosse Gorizia o Venezia.E a Gorizia, dove continuò ad essere presente con la partecipazione alle grandi esposizioni (l'Esposizione Artistica del 1894, l'Esposizione del 1924), rimase sempre legato, nonostante fosse ormai diventato veneziano d'adozione. Morì a Venezia il 16 agosto 1943.

Gorizia3.0