GORIZIA: VOCAZIONE EUROPEA CHE NASCE MILLE ANNI FA

19.12.2020

Gorizia con Nova Gorica capitale della cultura nel 2025: troppo bello il più bel regalo in questo Natale così problematico. Un riconoscimento che riporta il nostro territorio a un'unità che si era spezzata soltanto nel Novecento con il suo carico di tragedie e conflitti, che proprio nella nostra città avevano visto un epicentro. Ma l'identità complessa e affascinante di questa particolarissima zone del territorio travalica ampiamente il Novecento e conta oltre mille anni, da quel 1001 in cui Enrico II Imperatore decretò l'esistenza ufficiale di quella "villa quae in sclavonica lingua Gorica vocatur" e nello stesso documento cita anche il toponimo latino di Syilicanum. Già nel momento della nascita alla Storia il Gorizino riceve le stimmate della sua affascinante riunendo allora sotto il cappello germanico le tradizioni italiche e slave. Un destino che oggi ritrova il più prestigioso dei riconoscimenti. Gorizia porta in dote all'Europa una storia millenaria e una rara complessità culturale che, come abbiamo sempre cercato di fare, metteremo in risalto dalla nostra pagina FB. Ci occupiamo oggi del XIII secolo, ricordando che la storia della Grande Contea di Gorizia si può leggere nel nostro sito web.

La Contea si espande in Istria

E' proprio nel '200 che i Conti di Gorizia con Mainardo III (1221-1258) cominciarono a partecipare attivamente alla vita pubblica dell'Impero, per poi diventare una delle più potenti famiglie, sotto il governo di Mainardo IV (1258-1295), intimo amico dell'imperatore Rodolfo d'Asburgo, alla cui elezione aveva contribuito. Negli stessi decenni, i Conti cominciarono la loro espansione verso l'Istria. I primi possedimenti nella penisola si accrebbero dopo il matrimoni odi Enghelberto III con Matilde di Pisino, che portò in dote una vasta zona dell'Istria interna. I Conti diventarono anche avvocati delle diocesi di Pola e di Parenzo. Agli inizi nel Trecento, le contee, i domini e i diritti dei Goriziani si estendevano dalla valle superiore della Drava, e dalle valli del Moll e del Gail, fino alla fascia carnica e giuliana, nella valle dell'Isonzo, per allargarsi nelle pianure di Gorizia e del Vipacco, oltre Trieste e addentrandosi in Istria fino alla punta di Pola.

L'unione col Tirolo

Proprio i conflitti con il Patriarcato portarono all'unione alcune stirpi che avrebbero determinato il destino comune dei Paesi alpini: ai Goriziani si affiancarono così i Tirolesi, visto che la situazione politica lungo il corso dell'Adige era molto simile al contesto friulano. Anche per questa obiettiva comunanza di interessi, si realizzò la prima unione matrimoniale fra Tirolesi e Goriziani, con le nozze di Mainardo III e Adelaide, nel 1253, si consolida e si compie la fusione fra le Contee di Gorizia e del Tirolo. Mainardo III di Gorizia è anche Mainardo I del Tirolo Da questo momento, l'asse principale degli interessi del casato goriziano si sposta verso i nuovi possedimenti austriaci: la cittadina di Lienz diventa una sorta di secondo capoluogo della Contea.

Il Castello di Bruck (Lienz)

I Conti di Gorizia risiedono spesso nel castello di Bruck,ancora oggi ottimamente conservato e il cui aspetto richiama probabilmente quello originario del castello di Gorizia.Dopo aver ricevuto, per assegnazione imperiale, l'affidamento della Carniola, i Conti volsero il loro sguardo verso le indebolite terre carinziane, che proprio in quegli anni si trovavano fronteggiare le potenze emergenti, come Salisburgo, Bamberga e Ortenburg.Nel 1252 l'alleanza Gorizia-Tirolo si misurò con il casato degli Spanheim, che dominava nel tredicesimo secolo in Carniola. Il tentativo naufragò clamorosamente, con la fuga di Mainardo III e l'imprigionamento del vecchio conte Alberto del Tirolo. Le trattative di pace imposero pesanti condizioni agli sconfitti, costretti a lasciare in ostaggio i figli di Mainardo III, Mainardo e Alberto.

I Conti imprigionati

I giovani Conti restarono a lungo isolati a causa della loro prigionia salisburghese, senza alcun legame con le terre del ramo paterno. Finché, nel febbraio del 1259, nel palazzo vescovile di Trento, il vescovo Egno d'Appiano trasferì solennemente l'avvocazia e i privilegi della chiesa tridentina al conte Mainardo II del Tirolo (che era riuscito a evadere dalla prigionia salisburghese, corrompendo un custode) e all'assente fratello Alberto II di Gorizia. La lunga prigionia influì sensibilmente sul carattere dei giovani Conti, e in particolare su quello di Mainardo, il quale avversò sempre le istituzioni ecclesiastiche . Non fu da meno il fratello Alberto II, che nel 1267 fece prigioniero il patriarca Gregorio e lo espose al ludibrio del popolo. 

Dall'Istria al Tirolo

Nel 1259 Mainardo sposò Elisabetta di Baviera (nell'immagine) di dieci anni più anziana di lui, consorte in prime nozze del re romano-germanico Corrado IV. Il Conte divenne così il patrigno dell'imperatore Corradino, nato dal precedente matrimonio di Elisabetta, e lo sostenne nelle spedizioni italiane, fino alla sconfitta contro Carlo d'Angiò, che Corradino pagò con la morte. Con la divisione ufficiale dei possedimenti tirolesi e goriziani, nel 1271, il conte Alberto di Gorizia-Tirolo si trovò a esercitare il suo dominio in un territorio molto variegato, che dalla Pusteria, attraverso l'odierno Tirolo orientale e la Carinzia superiore (Contea "anteriore"con capitale Lienz), giungeva al versante meridionale delle Alpi, fino all'Istria. Un territorio vasto, ma non omogeneo. Ostacolata dal Patriarcato di Aquileia, Gorizia aveva difficoltà a crescere d'importanza quanto avrebbero voluto i Conti.


continua...


Antonio Devetag - Gorizia3.0

La Contea di Gorizia
La Contea di Gorizia

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