05.01.2022

13.11.2021

Ottima partenza per il primo incontro pubblico di Gorizia3.0, con grande partecipazione di un pubblico - la bella e funzionale sala del Trgovski Dom era gremita - veramente interessato agli argomenti messi in luce.Il giornalista Antonio Devetag ha sottolineato l'importanza assunta da gorizia3.0 nell'informazione goriziana e isontina: "Abbiamo sollevato - ha detto - il velo di Maja sull'inefficienza del Sistema Gorizia, mettendo in evidenza la mancanza assoluta di vere sinergie tra le varie istituzioni. Ciò ci ha creato acerrimi nemici nell'amministrazione. In più - ha continuato Devetag - abbiamo messo in luce l'inesistenza di Gorizia nei processi economici, culturali e politici non solo in Friuli Venezia Giulia ma anche nello stesso Isontino dove la nostra città è diventata notoriamente l'ultima ruota del carro".Luca Michelutti ha ricordato il potenziale eccezionale di Gorizia dal punto di vista culturale, enogastronomico, artistico. "Per questo - ha detto - abbiamo voluto creare un sito web per far conoscere alle persone le eccellenze e le peculiarità storiche culturali e artistiche di Gorizia. Ha quindi parlato di due grandi battaglie vinte anche per il grande impegno di Gorizia3.0: il Mercato Coperto e Corso Italia."Gorizia - ha esordito invece Kevin Cucit - è una sorta di città fantasma su cui gravano resti della passata grandezza, i tempi in cui vuoi per la posizione geografica o meglio geopolitica lo stato italiano ne sosteneva l'economia e le istituzioni. Oggi pubblichiamo l'infinita mappa dei non luoghi, di tutto ciò che è abbandonato, purtroppo anche da Gorizia stessa nell'incapacità di gestire alcunchè come l'Auditorium, il Conference Center, il Museo di Santa Chiara, il Quartiere Fieristico, il Palabigot.""La parola d'ordine - è poi intervenuto Martin Novak - è internazionalizzazione, Gorizia può tornare ad essere una grande città solo ed esclusivamente grazie ad essa. Per far ciò è necessario sfruttare ogni opportunità, come il GECT e la ZESE (con Nova Gorica), la ZLS (come hinterland triestino), la Città della Cultura 2025 (ancora una volta con Nova Gorica) e creare un sistema che guardi oltre questi pochi chilometri quadrati, includendo storicamente il Collio, Grado, Aquileia, la zona di Cervignano, ma soprattutto sfruttando le opportunità turistiche provenienti dalle città gemelle austriache, finora totalmente dimenticate."È stato quindi il turno di Rossella Dosso: "Abbiamo messo in luce - ha affermato - l'inadeguatezza dell'attuale politica culturale Gorizia3.0 da due anni propone cose concrete per valorizzare lo straordinario patrimonio presente: il Castello e il suo borgo, l'Auditorium, il Museo di Santa Chiara come sede permanente del Tesoro d'Aquileia, i Musei Provinciali dove il Museo della Grande Guerra passa in second'ordine rispetto a quello della Moda, che non ci sembra una peculiarità goriziana. Manca la sinergia tra le varie istituzioni, mentre nel Bidbook per la Capitale Europea della Cultura la stragrande maggioranza (90%?) degli eventi sono promossi da Nova Gorica, la cui storia parte dal 1947, e dell'ultramillenaria vicenda storica e culturale di Gorizia non v'è traccia, al pari della friulanità e di quella scuola della pittura goriziana misconosciuta a chi si occupa della cultura della nostra città."Davide Polo ha incentrato il suo intervento sulla futura Provincia: "a noi - ha detto - pare un tema fondamentale anche perché c'è una legge regionale del 2017 che ne decreta la ricostituzione ed è proprio su tale istanza che siamo nati come associazione. La Provincia, come ente in grado di coordinare le azioni economiche per il futuro del territorio rappresenta per Gorizia e l'Isontino non solo una vocazione secolare, ma anche l'istituzione che può assicurare omogeneità progettuale e produrre sinergie economiche che vadano a vantaggio dei suoi cittadini dal Collio a Grado."Devetag ha quindi ringraziato i numerosi partecipanti all'incontro, cui hanno partecipato "oltre a semplici cittadini come noi" molti politici di varia estrazione, ribadendo la necessità della partecipazione effettiva di tutte le forze che vogliono dare una svolta positiva a Gorizia: "Una formazione che, abbandonando i vecchi schemi e le antiche diatribe, si presenti agli elettori come la forza pensante che può riportare la nostra città al ruolo che le compete, soprattutto per dare un futuro ai suoi giovani, stasera qui così ben rappresentati."

Gorizia3.0