IL CARSO, TESORO GORIZIANO PERCHE’ ESCLUDERLO DA GUSTI?

20.09.2020

Quest'anno con sommo dispiacere i cittadini goriziani, ma anche quelli dei dintorni hanno appreso che purtroppo non si terrà l'atteso ed ormai unico grande evento di Gorizia: "Gusti di Frontiera". Ma in cambio è stato annunciato con gran entusiasmo "Gusti di Contea" dal 24-27 settembre. Che cosa sarà mai? Una versione rivisitata ed adattata alla situazione emergenziale dovuta al covid-19. Un mix tra "Gusti di Frontiera" ed "è storia": enogastronomia e cultura, insomma. Ci saranno infatti conferenze accompagnate da cibo tipico preparato dai ristoratori goriziani. Ospite d'onore è il tanto atteso scrittore Massimo Manfredi. Insomma sembra proprio un gran bell' evento. che speriamo non faccia scomparire il vecchio "Gusti di Frontiera" rendendolo uno dei tanti ricordi goriziani.

Peccato che le cose vanno fatte bene, o se no è meglio organizzare semplici sagre, sempre che si riesca. Gorizia, che fu culla della famosa Contea, è anche il punto d'incontro tra Collio e Carso. Qualcuno in Municipio si è accorto che guardando dal nostro castello da una parte c'è il Sabotino (Carso) e dall'altra il Calvario (Collio) una situazione geografica ed enogastronomica assolutamente unica, pregevole, da valorizzare. Qualche giorno l'azienda agricola Castello di Rubbia in comune di Savogna ha segnalato che la sua proposta di partecipare all'evento è stata rifiutata.

Perché? Perché - abbiamo letto su Il Piccolo - l'organizzazione prevede la partecipazione di "soggetti plurimi" con sede locale in uno dei comuni che facevano parte dell'Antica Contea di Gorizia (Dolegna, Capriva, Cormons, Mossa, Farra, San Lorenzo, San Floriano, Gorizia e Nova Gorica). Di quale Contea si parla? Quella "antica" presumiamo dei conti Mainardini? Quella "moderna" quindi asburgica? Entrambe comprendevano il Carso Goriziano, addirittura fino all'Istria. Quindi di cosa parliamo?

Escludere dall'evento il territorio goriziano del Carso è tafazzismo puro. Significa anche voltare le spalle al nostro territorio. Nessuno dei nostri competenti ed attenti amministratori ci ha pensato? Insomma tutti sappiamo benissimo che la cucina carsica è ottima e veramente ricca di piatti come il carpaccio di cervo, i formaggi carsolini, la jota, gli zlikrofi, gli gnocchi di patate e selvaggina, gnocchi di pane, i bleki al terrano, selvaggina con polenta, ghibaniza, struklji e molto altro. Vi pare poco? Si può ancora ovviare a questa esclusione? Lo speriamo...

Rossella Dosso

NELLA FOTO: IL CASTELLO DI RUBBIA