IL COLLIO E IL CONTE ATTEMS

08.12.2019

Il caso Collio è stato seguito da molti nostri lettori che ringraziamo. E' stato anche criticato da chi pensa ancora che il Collio non può intendersi come territorio, in cui convivono felicemente tante attività oltre a quella famosissima e giustamente celebrata della viticoltura e della vinificazione.

Ecco quindi la produzione di salumi strepitosi , tra i quali eccelle un prosciutto prodotto a Cormons di cui non faremo il nome per non rischiare di fare pubblicità; ci sono i formaggi superlativi di un tale di Borgnano; ci sono quegli incredibili produttori della Rosa di Gorizia; e tanti altri prodotti oltre che ristoratori di livello internazionale, alberghi, hotel, B&B eccetera.

Poi ci sono - tanto per fare un esempio - due comuni che si chiamano San Floriano e Dolegna entrambi "del Collio", a indicare che questo nostro territorio esiste realmente, anche al di fuori delle etichette sulle bottiglie di vino. Ma Collio - ci hanno ricordato con una certa verve polemica - è una zona di produzione vitivinicola e come tale ha il copyright.

Secondo noi - ma sembra che anche molti politici , amministratori, produttori - il Collio beneficato dal lavoro dei vignaioli e dal goriziano conte Sigismondo Douglas Attems Petzenstein che per primo in FVG creò una doc, dovrebbe essere promosso come territorio, globalmente. Per questo abbiamo proposto "Made in Collio" dimenticando un tragico precedente: quel "Piccolo Collio", una bellissima invenzione, fulminata al primo anno d'età dai difensori del copyright del C.

Ora sappiamo che le cose, grazie a volontà cormonesi (ma Gorizia non dice mai nulla? eppure Oslavia, che fa parte del suo territorio è nel Consorzio a Doc) e iniziative cameristiche (Cciaa VG) le cose sembra stiano cambiando. Non vediamo l'ora.

GORIZIA3.0