IL GECT, QUESTO SCONOSCIUTO (1)

25.08.2019

Il GECT, ovvero Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale, è uno strumento di finanziamento, i cui lavori di preparazione cominciarono nel lontano 2009, con la prima Giunta Romoli I; venne registrato ufficialmente due anni dopo, previa rettifica dell'allora governo. Esso comprende, tre comuni limitrofi - ma transfrontalieri, più precisamente Gorizia, Nova Gorica e Šempreter-Vrtojba. Essi, appunto, formerebbero una zona di cooperazione economica, volta a migliorare le condizioni di vita dei rispettivi cittadini, attraendo soprattutto finanziamenti comunitari (n.b. europei). Questa realtà viene spesso citata, soprattutto ora, con la candidatura congiunta Gorizia - Nova Gorica a Capitale della Cultura 2025, della quale parleremo più avanti, mentre si parla di nuove possibilità di sviluppo e (magari) di un ulteriore miglioramento dei rapporti internazionali tra realtà, una volta, molto differenti e talvolta in conflitto tra loro.

Il GECT, si propone come strumento volto allo sviluppo territoriale transfrontaliero, finanziato, come detto, da principalmente da fondi europei. Per intenderci, la quota annuale promossa dai rispettivi comuni è irrisoria rispetto ai finanziamenti elargiti da parte dei fondi comunitari. Questi finanziamenti vengono concessi dalla Commissione Europea tramite il FESR - Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, più in particolare il Programma di Cooperazione Territoriale Europea (in inglese European Regional Development Fund - European Territorial Cooperation), che secondo le indicazioni europee, dovrebbe garantire un adeguato sviluppo in aree differenti ma inerenti ad: "innovazione e ricerca, agenda digitale, sostegno alle piccole e medie imprese ed economia verde". Siamo lieti di intravedere, comunque, che i finanziamenti europei volti a questo tipo di progetti crescono di legislatura in legislatura (europea naturalmente), dando molte più opportunità rispetto ad anni precedenti; basta saperle sfruttare. 

Purtroppo, è risaputo, specialmente in Italia, che troppe volte queste opportunità vengono trascurate per negligenza, indifferenza o proprio inadeguatezza, dove s'intende una padronanza troppo debole o assente della lingua inglese e soprattutto una mancanza di conoscenza della complessa legislazione europea, che tante volte regola questi bandi. Bisogna aggiungere, ed ammettere, che i colleghi sloveni sono decisamente più bravi in quest'ottica, probabilmente per via della loro ristrettezza territoriale. Quindi, qualora vi fosse qualcosa da copiare, questa sarebbe una di quelle cose. In questo momento, i piani strategici del GECT ruotano attorno a tre pilastri: lo sviluppo delle aree verdi comuni in chiave turistica, lo sviluppo della mobilità transfrontaliera e la condivisione dei servizi sanitari. Essi vengono suddivisi in progetti ITI (investimento territoriale integrato) e non. La cosiddetta ITI, è una strategia a lungo termine, mentre i progetti cosiddetti "normali" non si possono fregiare, almeno ufficialmente, di questa nomenclatura. La differenza è che, il primo riesce ad accingere a maggiori finanziamenti rispetto a quelli "normali", senza status "ITI". Per intenderci, i progetti ITI hanno raccolto oltre 10 milioni di euro (dei quali per l'85% da proventi europei). Ricordiamolo, questi soldi non vanno unicamente alla città di Gorizia, bensì vengono spartiti tra i tre comuni limitrofi e finanziano progetti volti a creare ricchezza per la collettività. Questa, è assolutamente la strada maestra, una strada, ahimè non sempre intrapresa dallo Stato Italiano, ma tralasciamo questo discorso. 

Ricapitolando, questo famoso, ma sempre un po' misterioso GECT, è in pratica, un'altra organizzazione, con personale specifico, che in effetti, svolge un ruolo simile al Fondo Gorizia; anche se in altra forma e lo diciamo, basandoci sulle impressioni avute navigando sulla pagina ufficiale, molto più accessibile e conseguentemente trasparente. Speriamo bene comunque entreremo più addentro in questo meccanismo finanziario e tra pochi giorni, con un altro articolo.

 Martin Novak