IL MANTEGNA A GORIZIA

14.10.2022

Mentre a Monfalcone si allestiscono pregevoli mostre su grandi artisti goriziani e si celebra il medioevo non solo con effimeri spettacoli ma con un museo, Gorizia si dimentica del suo passato e delega a Trieste la gestione dell'occasione secolo, la Capitale Europea della Cultura. Eppure di materia eccezionale per allestire esposizioni di straordinario interesse Gorizia è ricchissima, magari rivolgendo lo sguardo più indietro del 1946. Diamo quindi un suggerimento, supportato da un grande protagonista del Rinascimento italiano. Milstatt si trova in Carinzia a circa 86 chilometri da Tarvisio: una ridente cittadina ingentilita dalle onde di un bel lago, che custodisce le tracce delle origini dei Conti di Gorizia: un uomo e una donna abbracciati, che sono un po' la chiave per risalire alle origini della nostra gloriosa dinastia: Liutgarda e Aribo.

Una traccia, poichè le origini della dinastia dei Conti di Gorizia non sono del tutto chiare e si confondono e si intrecciano in un tempo remoto, di cui ci restano documentazioni molto scarne. Dapprima il possesso dell'area goriziana della Contea fu del casato degli Eppenstein, finché questa dinastia fu chiamata a governare il ducato carinziano (nel 1090), e quindi si estinse tra il 1122 e il 1125.Attraverso una intricata linea di successione, al dominio della Contea subentrò quindi una stirpe che aveva già acquisito numerosi possedimenti a Millstatt dove aveva fondato la celebre Abbazia. I Conti di Gorizia sarebbero quindi discendenti diretti dei conti della Val Pusteria e Lurngau, pur essendo imparentati con la famiglia bavarese degli Ariboni: la casata dovrebbero essere stata originata Liutgarda e il Conte Aribo, fondatore del convento di Millstatt, sul quale i conti esercitarono sin dalle origini la loro avvocazia ereditaria.

Essi ebbero due figli: Enghelberto e quel Meginhard - o Mainardo - che risulta citato anche in un documento aquileiese del 1064, quale "Meginardhus de Guriza". Proprio per la frequenza del nome Mainardo, la dinastia dei conti di Gorizia venne definita "Mainardina". Abbiamo spesso affermato che una città che dimentica il suo passato scende di categoria. Diventa villaggio, paese o peggio un "non luogo", come un autogrill.Origine e fine: sempre a Millstatt, nel bel museo dell'Abbazia, quasi a concludere il cerchio della dinastia, si trovano anche le due strepitose cassepanche decorate dalla scuola del Mantegna che Paola Gonzaga della celebre dinastia mantovana portò in dote all'ultimo conte di Gorizia, Leonardo, che morì nel 1500.Accordarsi con Millstatt, interloquire con la Carinzia (siamo gemellati con Klagenfurt!) e con l'Ost Tirol (siamo gemellati con Lienz!) e creare una mostra su Paola Gonzaga moglie del nostro ultimo conte, Leonardo di Gorizia. Non darebbe un senso più alto, piu internazionale alla Capitale Europea della Cultura riscoprendo le radici comuni del Goriziano nella sua totalità? Non dovrebbe trovare posto nel Bid Book 2025?

ANTONIO DEVETAG

Nell'immagine a sx una delle due cassepanche della scuola del Mantegna; a dx il conte Aribo con la moglie Liutgarda in una bassorilievo conservato a Milstatt.


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