I MITTELFEST DI DEVETAG

17.04.2022

Cinque anni, dal 2009 al 2013. Prima presidente e quindi direttore generale di uno dei più importanti festival europei. Un'esperienza entusiasmante e coronata da molti successi e come spesso succede anche da critiche, molte delle quali provenienti da quegli ambienti di sinistra che avevano percepito come una tragedia epocale che alla guida del festival arrivasse un esponente del centrodestra, quale ero e sono io.

Un centrodestra pensante che ruppe i consueti equilibri di una sinistra che si ritiene padrona della cultura e della comunicazione. Le critiche, oggi riprese da qualche rappresentante della peggiore e improduttiva giunta comunale della storia di Gorizia parla di "buco" delle prima edizione da me condotta, quella del 2009: non era un "buco" ma uno disavanzo prevedibile visto che si trattava di rivoluzionare l'evento portando da una settimana a quindici giorni la durata del festival con tre direttori artistici, che ancora oggi ringrazio per la loro collaborazione e per il loro contributo che provenivano da diversi ambiti territoriali della Regione: Claudio Mansutti per la prosa, Walter Mramor per la danza, Furio Bordon per la prosa. Il mio proposito, condiviso dalla Regione era tra l'altro di portare spettacoli non solo a Cividale, patria d'elezione dell'evento, ma anche in altri luoghi e città del Friuli Venezia Giulia: Udine, Palmanova, Tolmezzo, Pordenone, Trieste, Grado e naturalmente Gorizia, pur mantenendo sempre il baricentro nella meravigliosa Città Ducale.

Il nutritissimo programma portò, in quella prima edizione di cinque da me condotte, a un disavanzo  annuale di 280 mila euro sui circa 4 milioni e mezzo di euro del bilancio triennale del festival. Lo sbilancio fu corretto già nell'edizione successiva, coronata da un grande successo di pubblico, come del resto le edizioni 2011, '12,13. Mi vanto di aver portato il Mittelfest a Palmanova con fantastici spettacoli in piazza, di Stefano Bollani -   suggeritomi da Granfranco Veliscig. sold out - e di Richard Galliano; a Gorizia, con un altro sold out al Verdi di Emir Kusturica. Il Giovanni da Udine fu il palcoscenico, tra l'altro, per la spettacolare e indimenticabile coproduzione da me promossa con il Teatro Nazionale di Lubiana: lo straordinario "Michelangelo" del regista visionario Tomaž Pandur. La collaborazione incessante con il piccolo teatro di Milano portò alla realizzazione di molti progetti, spesso realizzati insieme alla Nico Pepe di Udine. 

Indimenticabile per me l'amicizia con il Grande Giorgio Pressburger con il quale organizzammo "Microcosmi", spettacolo itinerante per le vie di Cividale ispirato dall'omonima opera di Claudio Magris. Nacquero in quegli anni proficue collaborazioni con il Festival di Spoleto nella persona del suo direttore artistico Giorgio Ferrara , con il teatro nazionale di Zagabria, e naturalmente con lo Stabile di Trieste, con cui producemmo un indimenticabile prima mondiale di Una giovinezza eternamente giovane di Carlo Calenda, con Roberto Herlitzka. Il mio incarico finì con l'insediamento della giunta Serracchiani. L'altr'anno sono stato chiamato insieme agli altri direttori viventi per una celebrazione dei 30 anni di Mittelfest. Ce ne sarebbero altri cento (sul serio) altri episodi da raccontare. Per ora mi fermo qui.

ANTONIO DEVETAG