IL PASSATO CHE NON PASSA

16.10.2021

Chiediamo scusa ai nostri lettori: Gorizia non si è fermata al maggio del '45, come avevamo insinuato, ma del 1918. La questione del nostro povero Milite Ignoto è stata infatti trattata in consiglio comunale come se fosse il più attuale, scottante, intrigante dei problemi, tanto che per un momento nelle stanze sorde e grigie di piazza Municipio si è riaffacciato, sinistro, anche il Duce.Invece di un omaggio semplice ai poveri resti di un milite che è morto tra queste alture nell'apocalittica carneficina si è scatenato un dibattito più aspro di quando cedemmo il nostro futuro industriale - armi e bagagli -nelle mani di Monfalcone, ovvero di Trieste, oppure di quando cedemmo senza un fiato i nostri Musei e quindi la nostra storia. la nostra arte e la nostra cultura alla Regione, quando svendemmo la nostra gloriosa Camera di Commercio a Trieste, rinunciando a qualsiasi autonomia finanziaria ed economica, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.Del consiglio comunale di ieri ci resta l'immagine di una città ferma, cristallizzata nel passato che non passa, con la faccia rivolta all'indietro, afflitta da questioni di un secolo fa. Ma si, azzuffiamoci su Cadorna o sugli Asburgo, una pacchia per chi sgoverna la città, rifilandoci quotidianamente selfie e annunci tanto roboanti quanto inconsistenti.

Gorizia3.0