IL TURISTA CONTESO

18.08.2020

Il "Sistema Gorizia" è risentito. Poiché rendere evidente quello che tutti sanno a Gorizia significa essere tacciati di alto tradimento o di "remare contro". Ma contro cosa? Contro chi? C'è una corrente di pensiero, un progetto, una visione della città che non sia l'inchinarsi alla volontà di Trieste e in secondo grado, di Udine? Di svendere ospedale, strutture, istituzioni, uffici facendosi sfogliare come un carciofo? C'è una classe politica capace di assicurare un futuro alla città?
Suggeriamo da un anno che Gorizia sia restituita ai goriziani e che la città riprenda in mano istituzioni prestigiose, che derivavano da un ruolo di capoluogo e che si sono trasformate in fabbriche di poltrone e poltroncine dove ognuno spera di posare il sedere nei prossimi mesi. Destra e sinistra, in ugual modo.
Mal comune? No: Annamaria Cisint a Monfalcone sta mettendo in campo iniziative che prefigurano un ruolo di capoluogo della Provincia prossima ventura per la Città dei Cantieri. Non solo per il nosocomio o per la Zona Industriale ma capoluogo anche in campo culturale, perché invece di invadere il Web con ridicoli selfie, ha portato a casa tantissime iniziative tra cui una importante mostra sul gorizianissimo Tullio Crali, una mostra sul Patriarcato e, quel che è più importante anche un Museo del Medioevo, mentre Gorizia smobilita la mostra permanente sugli strumenti medievali in castello, per una mostra su Massimiliano che poteva benissimo essere ospitata a Santa Chiara.
A Cormons - vedere per credere - un turismo estero e soprattutto di provenienza austro-germanica si sta ormai consolidando, grazie alle offerte del territorio e grazie alla continua e perseverante valorizzazione di una zona vitivinicola, il Collio, di cui Gorizia, che ne era la capitale (si chiamava Collio Goriziano) non riesce minimamente a sfruttare. Qualcuno ricorda l'esistenza della Strada del vino e delle ciliegie a Oslavia? Non c'è più nemmeno il tabellone dopo il ponte del Torrione: in compenso abbiamo le due schifezze "novecentesche" in piazza Vittoria e ai Giardini Pubblici, accanto alla "mitica magnolia".
Sia ben chiaro: siamo sostenitori della Provincia di Gorizia e quindi le iniziative di Monfalcone e di Cormons ci fanno piacere e dimostrano dinamismo e competenza, se non relegassero Gorizia a un ruolo secondario e ancillare anche rispetto a Nova Gorica, che ha dimostrato ampiamente di saper usare e sfruttare (giustamente) meglio i finanziamenti del Gect: ne parliamo? O è alto tradimento? De che?


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