IL TURISTA RIAPPARSO

19.08.2020

Come molti altri goriziani pensiamo che il compito degli amministratori non sia di riempire il web di selfie ma di combinare qualcosa per la città. Premettendo che anche noi siamo felici quando vediamo turisti gironzolare in città, vorremmo vedere molti di più. E poichè siamo stanchi di sentire o leggere sciocchezze poniamo alcune questioni concrete.


1) Il turismo, non quello mordi e fuggi ma quello che prospetta a chi arriva un intero week end prevede un pacchetto di offerte che devono offrire la possibilità di vedere qualcosa di interessante, di esplorare la città, di fare compere, di assaggiare tipicità. Il turismo potrebbe essere un valore aggiunto determinante per l'economia goriziana.


2) Gorizia ha le potenzialità per creare questi pacchetti, ove si valorizzassero anche le strutture museali stabili già esistenti, ovvero il Museo della Grande Guerra, legato alla nostra storia come del resto la Pinacoteca di palazzo Attems. Ma, neanche fossimo a Milano, Roma o Firenze, l'Erpac (inopinato gestore delle strutture goriziane) punta sul "Museo della Moda".


3) Il castello non ha lo status di Museo e aver demolito le sale degli strumenti medievali realizzata dal purtroppo scomparso Paolo Cecere è un altro colpo per la valorizzazione del maniero e dell'intera città.


4) La rete museale potrebbe essere potenziata con il Museo dell'Arcidiocesi, già costruito per ospitare il Tesoro del Duomo che comprende anche quello, inestimabile di Aquileia. Non parliamo di mostre "itineranti" ma di strutture stabili in grado di attrarre costantemente turisti.


5) Ma qui casca l'asino: parlando sempre del Museo di Santa Chiara la Regione potrebbe sforzarsi a capirne la portata regionale e quindi intervenire come fa per le analoghe strutture museali di Trieste, Udine e Monfalcone; la Fondazione Carigo potrebbe e dovrebbe farsi carico di parte delle spese fisse dell'arredo museale; la Camera di commercio di Trieste potrebbe impiegare una piccola percentuale del Fondo Gorizia -che è dei cittadini - per incentivare questa iniziativa, ove non disturbasse troppo i capi triestini.


6) Andrebbe di pari passo (come si fa in tutte le città europee) una valorizzazione concreta - e non a chiacchiere - del comparto enogastronomico. Esiste un'associazione "Gorizia a Tavola" che meriterebbe di essere aiutata a crescere, potenziata e magari rinnovata, legando il comparto enogastronomico a qualsiasi iniziativa: i ristoratori goriziani insieme ai produttori della ex provincia di Gorizia e regionali dovrebbero essere il centro motore di Gusti di Frontiera.


Questi sono solo alcuni degli argomenti seri che riguardano Gorizia e il turismo culturale. Ma a Gorizia ognuno gioca una sua partita in vista di promozioni future dei propri interessi, siano essi elettorali e/o economici.
Il tourist watching lo lasciamo alla "classe dirigente".


GORIZIA3.0