L’AGLIO DI RESIA

26.10.2021

La bielezze de valade, i paîs pojâs sui plans, de mê vâl soi namorade: soi di Resie, sin Furlans! (La bellezza della vallata, con i paesi adagiati sui piani, della mia valle sono innamorata: sono di Resia, siamo Friulani). E' il tributo all'amena Val di Resia ed alla friulanità quello che dispensa l'ultima strofa della Roseane: la canzone del maestro Arturo Zardini. I Resiani sono però dei Friulani atipici. Particolari. In questa splendida vallata del nostro Friuli, incastonata tra Austria e Slovenia, si parla infatti una lingua di matrice paleoslava che col friulano c'entra ben poco. Da la Russie l'antenât stabilît sot il Cjanin (Dalla Russia l'antenato stabilitosi sotto al Canin), aggiunge il Zardini nel suo bel canto. E' verosimile infatti che una piccola comunità, muovendo dalle steppe dell'Est si sia stanziata in questa valle al riparo dalle contaminazioni, dove abbia sviluppato un proprio linguaggio che ha saputo - opponendosi all'incedere del tempo - preservare e custodire gelosamente assieme alla musica, agli abiti, alla danza e al Pust: il Carnevale resiano. Ma l'isolamento geografico non ha determinato solo la conservazione della lingua, dei costumi e delle tradizioni.

 I Resiani hanno serbato infatti delle apprezzate biodiversità vegetali: fagioli, mais, ma soprattutto una particolare varietà di aglio - essi lo chiamano strok - Presidio Slow Food, divenuto un vero e proprio marchio registrato presso l'Ufficio Brevetti e Marchi della Camera di Commercio di Udine. E bene hanno fatto, perché l'aglio della Val di Resia ha sviluppato delle caratteristiche che lo hanno elevato a vera e propria star della cucina, tanto che la sua presenza è ormai diffusa nei mercati di tutt'Italia e non solo, e nelle dispense dei migliori chef. Le proprietà attribuitegli - quelle tra le altre di combattere gli ascaridi e di preservare la buona salute, tanto da legarlo al collo di bambini e malati - hanno fatto sì che la sua coltivazione non si smarrisse nel tempo. Le caratteristiche? Il bulbo dell'aglio di Resia ha dimensioni ridotte al pari degli spicchi che lo compongono, generalmente in numero di sei o di otto. Ciò che lo differenzia dagli altri tipi di aglio è però il particolare colore rossastro assunto dal secondo strato delle tuniche che avvolgono la testa, a differenza degli spicchi che si mostrano bianchi. Mentre sapore ed aroma sono piuttosto decisi ma dolci e poco acri. La semina avviene nel mese di novembre e la raccolta dei bulbi ha luogo nella prima metà di luglio. 

L'utilizzo? Gli scapi si possono consumare freschi, in zuppe gustose o succulente frittate, sotto forma di crema o sott'olio. La crema si può spalmare sui crostini ed è adatta per accompagnare carni, pesci o formaggi stagionati, ma è anche un ottimo condimento per pasta e riso. Per chi temesse il cattivo odore dell'alito - anche se i produttori sostengono che per l'aglio di Resia tale "problema" sia praticamente impercettibile - i rimedi sono: masticare qualche chicco di caffè, della menta, del basilico, ma anche salvia o rosmarino. E' il consiglio che diamo anche ai giovanotti che volessero approcciare - richiamandoci ancora una volta alla villotta del maestro Zardini - 'ne biele frute, bionde, sane, fate ben, cu la cotule curtute, bielis spalis, un biel sen (una bella ragazza, bionda, in salute e ben fatta, con la gonna corta, belle spalle, un bel seno). Se la ragazza fosse castana o mora: il consiglio è valido comunque.

Rossella Dosso


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