LA BOHEME DI “MELIUS” OTTIMO PITTORE GORIZIANO

20.11.2020

Inauguriamo una rassegna che apparirà ogni fine settimana: goriziani più o meo illustri, ma comunque goriziani interessanti, testimoni di un livello culturale altissimo nella speranza che la città non diventi un paesone perdendo le caratteristiche di città capoluogo. Attingiamo dal nostro sito www.gorizia3-0, e in particolare dalla sezione Goriziani, per la quale ringraziamo Antonella Gallarotti, studiosa appassionata della storia di Gorizia.

Il pittore Rodolfo Battig "Melius" è stato un artista di quelli che hanno contribuito ad arricchire culturalmente Gorizia nel campo dell'arte senza raggiungere una grande fama. Diverse sue opere sono conservate nei Musei Provinciali di Gorizia e nella Galleria Spazzapan di Gradisca. Nato il 13 dicembre 1894, Rodolfo Battig (cognome successivamente italianizzato in Batti), di famiglia povera, potè frequentare solo la scuola dell'obbligo, per lavorare poi fin da ragazzo nella tipografia Paternolli. 

Richiamato alle armi nell'esercito austroungarico, nel 1916 fu fatto prigioniero in Russia, e lì trascorse un periodo di vagabondaggio alla fine del conflitto mondiale, prima di rientrare a Gorizia. Forse la guerra, forse gli anni di prigionia avevano destato in lui uno spirito errabondo, insieme all'esigenza del disegno e della pittura e all'insofferenza per un luogo di vita e di lavoro stabile. Già nel 1920 partì per Firenze e poi per Monaco, dove frequentò scuole di pittura e ambienti accademici, convinto che l'arte non fosse per autodidatti come lui, che fosse necessario apprenderne modi e stili. 

Tornato a Gorizia, "Melius" divenne amico di Sofronio Pocarini, che lo aiutò ad allestire una personale nel 1929. Ma non ebbe molto successo. Come ebbe a ricordare Biagio Marin, che lo conobbe, i suoi concittadini erano "persone troppo assennate" per apprezzarlo prima che un trionfo clamoroso lo imponesse alla loro ammirazione. Si trasferì allora a Parigi, dove soggiornò dal 1930 al 1935, con frequenti ritorni nella nostra città, necessari più per ritrovare il ricordo dei luoghi d'infanzia che per rimettersi dalle privazioni della vita da bohémien che conduceva. Dai contatti con le avanguardie parigine ricavò fiducia in se stesso, nella propria pittura spontanea e naïve, di un genere allora non apprezzato in Italia. Partecipò a numerose esposizioni, soprattutto all'estero: Parigi, Vienna, Monaco, Berlino, New York, Trieste. 

Nel 1935 si stabilì a Roma, dove espose alla Quadriennale; una sua opera fu acquistata dalla Galleria d'Arte Moderna. Era finalmente il successo del suo stile primitivo, temperato dalla tecnica minuziosa, ma sempre fantastico e poetico. E proprio allora, dopo una breve malattia, morì a Roma il 24 gennaio 1937.

È ricordato con il suo nome d'arte, "Melius", lo pseudonimo in cui concentrò la sua insoddisfazione e la sua ansia di migliorarsi.

Gorizia3.0


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