LA ""CINTURA"" ABBANDONATA

20.10.2021

Era inevitabile: cresce la protesta dei residenti nelle periferie perché gli amministratori comunali durante quattro anni e mezzo di mandato si sono bellamente scordati di loro. Erano troppo impegnati a far danni in Corso Italia, dove si sta innestando una marcia indrè fragorosa. dell'esperimento restano solo migliaia di euro, buttati al vento.Non c'è infatti un' iniziativa che li renda degni di memoria, mentre hanno inanellato una serie di gaffe infinite a cominciare dallo stravolgimento del Mercato coperto che la protesta dei Goriziani, che abbiamo appoggiato convintamente, ha vanificato e meno male. Hanno calato le brache svendendo il Consorzio industriale a Monfalcone, non hanno saputo - a fronte dei cospicui contributi regionali messi a disposizione - immaginare qualcosa che andasse nella direzione di un orizzonte per la città facendo finanziare la costruzione di una fantomatica struttura trasparente nell'area del Mercato all'ingrosso e un primo intervento in quel pozzo senza fondo che è il PalaBigot.Ma la periferia - e non solo quella: gli abitanti di via Bellinzona, per esempio, si sono appena sfogati su Il Piccolo - si sta rivoltando contro. I Podgorani, ai quali Ziberna aveva promesso la passerella per ottobre (siamo presto a novembre e non si è ancora visto un operaio che sia uno) hanno un diavolo per capello. Quelli di Straccis stanno facendo gli allenamenti allo stadio Bonasea a lume di candela, quando in campagna elettorale era stata promessa loro l'illuminazione a luce megagalattica. Rimangono al buio anche i residenti di via Androna della Pergola e non se la passano meglio quelli di Lucinico che abitano sulla Regionale 56 dove il passaggio dei mezzi pesanti ha reso la strada una sorta di groviera, ma neanche quelli di via Brigata Toscana che percorrono la strada con gli stivali fino al collo.Il capolavoro resta però la Casa Rossa, oggi allietata da quattro giostre, dove chi entra a Gorizia dalla porta d'ingresso slovena, dopo un inevitabile moto di smarrimento, è indotto ad una rapida inversione di marcia pensando che la futura Capitale Europea della Cultura debba trovarsi da tutt'altra parte.

Ermes Dosso