LA FORNACE VENTURINI E I "TALIANS" DI ROMANS

10.07.2021

Se in precedenza narrando la storia della Fornace di Romans d'Isonzo è apparso evidente il susseguirsi al vertice nei decenni di numerosi imprenditori ed industriali, in questa occasione le vicende relative alla Fornace Venturini di Cormons sono strettamente legate in larga parte ad una persona sola, un vero e proprio esempio di uomo fatto da sé che aveva scalato i ranghi interni dell'industria laterizia: Pietro Venturini.

Originario di Buia, una località che all'epoca produceva i migliori operai specializzati del settore, Venturini emigrò inizialmente per lavoro nel Parmense, dove imparò il mestiere di fornaciaio, e con gli anni aveva acquisito ruoli di sempre maggiore rilevanza, diventando prima capo-operaio ed in seguito venendo assunto a Crauglio ed alla Fornace di Romans come direttore di produzione. Secondo testimonianze dirette degli operai romanesi il futuro proprietario della fornace omonima di Cormons "aveva il meccanismo degli affari in testa" e negli anni Venti divenne socio della "Candussi-Dachler e C.i, Fornace Romanese". Infatti nei documenti del 29 settembre del 1924 relativi alla nascita della società appena citata appare tra i nomi dei quattro soci ai quali era stato affidato un contratto di locazione quinquennale sull'impianto, una opportunità che Dachler e Candussi avevano colto per ammortizzare i costi della ricostruzione post-bellica della Fornace dopo la Grande Guerra.

Nel periodo di direzione Venturini non mancò di assumere a Romans numerosi operai della sua località di origine nei ruoli più specializzati e complessi come quelli di fuochisti, facendoli alloggiare per l'intera settimana all'interno dell'impianto stesso, dove dormivano su brande improvvisate e cucinavano i cibi utilizzando il calore dei forni. Nonostante l'appellativo di "Talians" utilizzato dagli altri operai nei loro confronti, i rapporti tra i lavoratori autoctoni e quelli buiesi rimasero sempre cordiali e molti di questi ultimi finirono per stanziarsi stabilmente a Romans, sposando anche molte donne del luogo.

Ma questo non accadde per Venturini stesso: nel 1929 il contratto di locazione non venne rinnovato e questo portava il direttore di produzione buiese a cercare nuove opportunità altrove. Dopo un periodo da affittuario nella fornace Mozetič di Vrtojba l'ormai affermato imprenditore decise di stanziarsi nella zona di Cormons, già molto affermata fin dal tardo Ottocento per la produzione di laterizi. Qua infatti fin dai primi decenni del Novecento esistevano a breve distanza due fornaci Hoffmann a fuoco permanente come quella di Romans, una della famiglia Cabassi ed una di proprietà dei soci Marni e Tomadoni.

Di queste la prima ebbe nei decenni una rilevanza sempre maggiore sul territorio: acquistata dalla famiglia De Savorgnan, dal 1940 in società con i conti Windischgraetz, venne poi rilevata dalla famiglia Guerra-Calligaro, titolari dal 1929 della società "F.lli Guerra & C." Dopo l'acquisizione nel 1958 della fornace di Sagrado ed una costante opera di ammodernamento e aggiornamento costante delle unità di produzione la società prese il nome di "Fornaci Giuliane S.p.A." (che tuttora possiede) ed arrivò negli anni Sessanta ad eliminare il forno Hoffmann ormai vetusto con un sistema rinnovato a tunnel che condivide anche con lo stabilimento sagradese.

Tuttavia contrariamente alla storia della Fornace di Romans questa storia fatta di decenni di investimenti e impegno imprenditoriale ha un finale più lieto: la famiglia Venturini alla chiusura dell'impianto decise di restaurarlo in parte e destinarlo ad usi differenti ma altrettanto prestigiosi, facendolo diventare parte di una ben nota azienda produttrice di vini del Collio.


Alex Baldassi