LA NUOVA PROVINCIA DI GORIZIA UN’OCCASIONE DA NON PERDERE

25.06.2020

Il Collio che dalle alture di Oslavia a Gorizia arriva fino a Dolegna, la laguna di quell'isola meravigliosa che è Grado. Aggiungete a questi tesori Aquileia e il risultato sarà la zona con potenziale turistico culturale più forte del Friuli Venezia Giulia e forse dell'Alpe Adria. Dentro ci stanno anche Cormons e Gradisca e tanti altri piccoli salotti buoni ricchi di memorie asburgiche e/o scrigni di prodotti agroalimentari eccezionali.

In comune c'è una storia bimillenaria, il Patriarcato che da Aquileia passò a Grado e poi a Cormons, la gloriosa e dimenticata Contea medievale, quella Mainardina e quindi quella asburgica. In comune c'è l'Arcidiocesi goriziana che unisce in uno storico abbraccio queste città tra cui anche Cervignano e l'incantato borgo di Strassoldo. Un territorio tutto da rivalutare da ricostruire in un nuovo progetto che tenga conto dei veri interessi dei cittadini e dell'economia turistica e commerciale.

Insomma, la provincia più bistrattata d'Italia - non solo del FVG - quella di Gorizia, non si rende conto delle sue potenzialità e si fa fregare peculiarità, strutture, funzioni da Trieste come è accaduto con da quella finzione tutta triestina che è la Camera di Commercio della "Venezia Giulia". Ora quel nuovo ente legiferata dalla Regione che si chiama Ente di decentramento amministrativo regionale (EDR) dovrebbe preludere a nuove istituzioni provinciali.

E' un'occasione, per Gorizia ma anche per Cervignano e la Bassa Friulana di sfruttare i propri tesori e non delegare ad altri il proprio futuro. Un nuovo territorio, una nuova provincia: un'occasione anche per Monfalcone, che non vuole diventare - almeno crediamo - mera periferia di Trieste, e che sta positivamente riqualificando la sua immagine culturale e turistica.

Trieste e Udine stanno già preparando i loro ragionamenti, le loro truppe, le loro lobby politiche ed economiche che vorrebbero portare alla creazione di due province autonome, staccando definitivamente quello che resta della Venezia Giulia dal Friuli. Un discorso che crediamo antistorico e assolutamente negativo, sopratutto per le zone "intermedie" come appunto l'Isontino e il Cervignanese.

Ma a Gorizia si ragiona ancora di politica?

GORIZIA3.0


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