LA PROVINCIA NECESSARIA

06.08.2021

Provincia: ci pare un tema fondamentale, ma solo noi di Gorizia3.0 l'abbiamo affrontato e ne parliamo. Evidentemente ci sono code di paglia, nel mondo politico isontino e regionale, mugugni e mal di pancia, che derivano dall'influenza nefasta della "Venezia Giulia" recente invenzione triestina che mira a impossessarsi delle peculiarità e dell'autonomia del territorio isontino. Lo sta facendo con successo tale da indurre anche l'assessorato regionale alla cultura a commissariare Gorizia per quanto riguarda la capitale Europea della Cultura. Gorizia non decide più nulla: grazie sindaco.

Il tutto mentre comunque sta prendendo forma la nuova Provincia di Gorizia, con una legge licenziata dalla Giunta Fedriga. Il processo è in corso e ha preso nuova forza con il recente trasferimento delle strade provinciali all'Edr, Ente propedeutico alla ricostituzione dell'Ente intermedio, che sarà elettivo.

Noi ce ne compiacciamo perché è proprio su tale istanza che siamo nati; nella considerazione che la demolizione della Provincia di Gorizia e di Gorizia capoluogo è un progetto scellerato ma reversibile, a patto di cambiare una volta per tutte questa classe dirigente, che come si vede, ogni giorno, sta lavorando alacremente per spogliare Gorizia di vocazioni, ruoli e prerogative.

Progetto scellerato che nuoce soprattutto all'ex capoluogo, i cui cittadini grazie a chi li rappresenta così male, sono stati spogliati da qualsiasi autonomia decisionale, passata armi e bagagli a Piazza Unità o a quella della Borsa a Trieste: vedi commissariamento della Capitale Europea della Cultura.

In questo senso non vediamo molta differenza tra destra e sinistra, oggi smarrite alla ricerca disperata di "pacchetti di voti" che dovrebbero consentire alla prima di mantenere lo sgoverno della città, alla seconda la messe di poltroncine tra consorzi, partecipate, istituzioni varie: con i risultati disastrosi che abbiamo tutti sotto gli occhi.

La Provincia, come ente in grado di coordinare le azioni economiche per il futuro del territorio rappresenta per Gorizia e l'Isontino non solo una vocazione secolare, ma anche l'istituzione che può assicurare omogeneità progettuale e produrre sinergie economiche che vadano a vantaggio dei suoi cittadini, da Dolegna a Grado. Ma la Provincia ricostruirebbe anche una rinnovata personalità istituzionale in campo regionale ed evitare di subire spoliazioni che si aggiungano a Musei Provinciali, Camera di Commercio, Confidi, e via cantando.

In un contesto in cui il "Friuli politico" non si è più ripreso dallo shock delle Uti, che ne ha scompaginato il territorio togliendo a Udine lo storico ruolo di baricentro, la Provincia di Gorizia potrà essere nuovo punto di riferimento, di sintesi e di coordinamento per l'intera regione, aspirando - legittimamente - ad un allargamento territoriale fino ad Aquileia e a Cervignano, che le appartengono per storia, per antiche consuetudini, per comune appartenenza diocesana e per cultura.


Gorizia3.0

Nella foto: il territorio "provinciale" dell'Arcidiocesi di Gorizia