LA RIBOLLA DI OSLAVIA E IL GRINZING GORIZIANO

05.11.2021

Gorizia c'è un bellissimo posto che ogni anno attrae molti turisti da tutto il mondo: Oslavia. Un luogo importante anche per l'Ossario in memoria dei caduti della Grande Guerra che oggi non si può visitare poiché chiuso, come tante altre attrattive di Gorizia. Oslavia è un luogo affascinante, immerso nella natura che per le sue forme e i suoi colori ricorda le colline toscane: lo dicono turisti che vengono da tutto il mondo e che potrebbero essere certamente più numerosi.

Nel verde di queste colline nel corso degli anni sono nate delle cantine di produttori che con passione ed amore hanno dato vita a prodotti d'eccellenza mondiale. Nel 2010 produttori del luogo hanno creato l'Associazione Produttori di Ribolla Gialla di Oslavia. Sono Dario Prinčič , Figel, Francesco Gravner, Franco Sosol (Il Carpino), Stefano Bensa (La Castellada), Silvan Primosic, Saša Radikon. Tutti viticoltori di frontiera non solo fisica ma anche d'avanguardia sperimentale che hanno elaborato una tecnica di viticoltura unica, potremmo dire "estrema", quella dei vini macerati, che ha estimatori e imitatori in tutto il globo.

Vini unici, preziosi, celebri dai gourmet di tutto il mondo, prodotti a Oslavia, comune di Gorizia. E Oslavia, grazie a loro, è oggi il Paese della Ribolla Gialla.

Questa strada potrebbe essere il Grinzing (celebre percorso delle vigne viennesi) goriziano e un tempo era costellata di trattorie e osterie che formavano un vero percorso enogastronomico, che culminava- in gloria - nei ristoranti di San Floriano. Il tutto potrebbe partire dalle "Case Fogar" palazzo rosso accanto a ponte di Piuma, situate in uno dei luoghi più belli della Regione, che sono sparite dalla programmazione del GECT, che dovrebbe tenere conto, visto che dovrebbe rilanciare il turismo anche nella parte italiana del suo territorio di un edificio pubblico situato all'imbocco della magnifica strada di Oslavia con i suoi ristoranti e i sui vigneti, vicina al Calvario, direttamente in contatto con il Parco dell'Isonzo, dotato di una magnifica cantina con arco a volta e di una terrazza panoramica sul fiume.

A Oslavia anche il monumentale Ossario tappa fondamentale per chi ricerca - e sono tanti - i percorsi e le memorie della Grande Guerra: oggi è chiuso, in una sorta di infinita ristrutturazione mai completata. "Un tempo il custode suonava la campana del vespero" - raccontano i Klanjscek- poi all'incirca 15 anni fa si è rotta". E nessuno l'ha aggiustata. Tuttopotrebbe cominciare

Poiché sparare scempiaggini è facile ma renderle concrete no, pensiamo che per prima cosa dovrebbe essere ripristinata un'allettante segnaletica che dovrebbe partire già da tutte le entrate di Gorizia: oltre a Klainjscek e la trattoria Primosic prima tappa "goriziana", sarebbe opportuno promozionare anche i ristoranti di San Floriano vale a dire Korsic, Formentini, Dvor, e tutte le strutture interessanti dal punto di vista turistico unite da Oslavia: anche piccole realtà, ma ci sono e vanno promozionate. Questo vuol dire programmare un rilancio di Oslavia che in una recente mappa di Turism FVG non è neppure rappresentato e incentivare così la nascita di qualche altra iniziativa. Depliant mirati in varie lingue, sito web, pagine FB.

Parlando di quest'altro tesoro rimosso non parliamo soltanto del Comune ma, senza scomodare - solo per ora - la Fondazione Carigo, crediamo che la Camera di commercio che potrebbe usare un po' dei tanti soldi del Fondo Gorizia, per rilanciare un territorio che fa parte integrante di una delle zone vitivinicole più importanti d'Italia. Il Collio, un tempo chiamato "Goriziano": non per selfie autocelebrativi, l'unica cosa che abbonda sul web, ma per la città e la sua prossima provincia.

Se pol o no se pol?

Rossella Dosso


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