Lasciac Antonio (1856 - 1946)

07.02.2020

Chi a Gorizianon conosce la "villa dell'egiziano"? Tra il verde del colle del Rafut, subito oltreconfine, spicca la sua torretta simile a un minareto. Quella è la casa che si costruì Lasciac bey: ma nonostante lo stile arabeggiante dell'edificio e il titolo esotico di "bey", Antonio Lasciac era goriziano. Era nato infatti nel borgo di San Rocco, nella casa del padre Pietro, conciapelli, situata in via Parcar, il 21 settembre 1856. Dopo gli studi al Politecnico di Vienna, il giovane architetto Lasciac lavorò a Roma, ad Alessandria d'Egitto, al Cairo e a Costantinopoli, riscuotendo notevole successo, tanto da diventare capo architetto della famiglia reale egiziana, i Khedivali, e realizzare per loro molte ville e palazzi. In quell'occasione ricevette la carica di "bey", che aggiunse al suo nome: e Lasciac Bey fu spesso chiamato dai suoi concittadini.Trascorreva il tempo tra l'Oriente, dove risiedeva e lavorava, e l'Europa: Gorizia dove soggiornava soprattutto durante l'estate, ma anche Parigi e altre capitali, centri dell'arte e dell'architettura, in cui aveva l'occasione di confrontare le sue scelte stilistiche con quelle dei più rinomati architetti del tempo. 

Collaborò anche a riviste di architettura e di edilizia italiane, austriache e tedesche, e fu autore di versi in friulano. Il suo stile architettonico, aperto e fantasioso, riprendeva elementi moreschi e orientali, rielaborandoli e reinterpretandoli con risultati originali molto ammirati.Nel corso della sua permanenza a Gorizia Lasciac progettò tra l'altro la nuova fontana di piazza San Rocco a foggia di obelisco, prestando gratuitamente la sua opera per il suo borgo natale, mentre non furono realizzati, venendo prescelte altre soluzioni più semplici ed economiche, il progetto della chiesa del Sacro Cuore, il rifacimento della facciata della chiesa di San Rocco, il collegamento viario tra la stazione ferroviaria della Transalpina e il centro cittadino, la proposta di piano regolatore e di ricostruzione della città dopo i danni subiti nella prima guerra mondiale, la risistemazione di piazza della Vittoria. Antonio Lasciac trascorse a Gorizia i suoi ultimi anni di vita, dal 1940 al termine della guerra; ritornato al Cairo nell'autunno 1946, vi morì novantenne il 26 dicembre di quello stesso anno.