LE CILIEGIE DEL COLLIO

25.10.2021

Collio, Brda, Cuei. Tre lingue (Italiano, Sloveno, Friulano) per indicare un territorio: quello tra Italia e Slovenia, ricoperto da vigneti che si inseguono sui dolci declivi delle sue colline. E che a primavera indossa l'abito bianco dei ciliegi in fiore, preludio a scorpacciate dei loro frutti rossi, succosi, croccanti.

Ciao, Zijvio, Mandi, è il saluto che i contadini si rivolgono - indifferentemente - incontrandosi nelle vigne. Perchè il Collio è l'amalgama delle culture che le tre lingue esprimono attraverso i suoi abitanti. I quali convivono da secoli, incuranti dei confini eretti dagli Stati: le loro menti e i loro cuori non li hanno mai percepiti. Quei confini.

Su questo territorio, che fu vigna, orto e frutteto degli Asburgo, crescevano e crescono i ciliegi, i cui frutti vengono raccolti dai discendenti dei contadini che portavano al mercato di Cormons - fiorente fino alla seconda guerra mondiale - la gran parte delle ciliegie prodotte nel Collio. Le varietà antiche, tra cui le cepike bianche e nere, drugmbernce, napoleonke, tercinke, giungevano nella cittadina collinare dentro ai cesti trasportati dai carri degli abitanti del Brda. L'attuale piazza XXIV Maggio, un tempo "plaze de pomis" (piazza della frutta), ricoperta da una miriade di cesti di ciliegie e degli altri frutti primaverili, diventava un caleidoscopio di colori.

I cormonesi dicevano che le ciliegie erano mature quando arrivavano i commercianti ebrei. Sotto la cui regia i frutti, confezionati in cassette, viaggiavano sui vagoni ferroviari refrigerati da barre di ghiaccio fino ai mercati di Vienna, Varsavia, Praga e San Pietroburgo.

Le ciliegie per secoli hanno sostenuto il reddito delle famiglie degli agricoltori del Collio: "il sud solleggiato" dell'Impero austro-ungarico, dal quale attingere la frutta saporita, gli ortaggi precoci, i vini pregiati e che in Cormons trovava il centro propulsore della concentrazione e dello smistamento delle diverse produzioni. Poco amante dei climi umidi e freddi, il ciliegio ha riscontrato da sempre un apprezzato habitat nel Collio, in ragione della giusta esposizione al sole e della ventilazione non aggressiva.

Agli albori della seconda guerra mondiale, la florida attività commerciale è venuta meno ed anche la produzione delle ciliegie ne ha risentito. In particolare nell'area italiana del territorio la coltivazione ha subito un sensibile ridimensionamento a scapito di quella più vantaggiosa della vite. In tempi recenti la ex Provincia di Gorizia ha pensato ad un rilancio dei ciliegi, rinnovando la tradizionale vocazione alla loro coltura per ingentilire la tavolozza dei colori di un paesaggio, già aggraziato dalla generosità della natura. E così una settantina di aziende ha beneficiato delle oltre 1.600 piante di Lapins, Van e Germersdorfska, individuate negli archivi come le più adatte ai luoghi per caratteristiche ornamentali e robustezza. Nel Brda la loro coltivazione non ha mai segnato il passo ed ai primi di giugno la Festa delle Ciliegie di Dobrovo è l'omaggio riconoscente alla regina della frutta del territorio, che richiama più di 30.000 visitatori da Slovenia, Italia ed Austria. Gli eventi si svolgono accompagnati dal corteo dei carri che mostrano i diversi lavori domestici e le vecchie usanze dei paesi del Brda. Al vostro passaggio vi sorrideranno - dai rami remissivi, piegati dal peso della loro consistenza - le ciliegie, o cesnje, o cjariesis. Ciascuno le chiami come crede. Nella lingua che vuole.

Rossella Dosso


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