LE FROTTE E LE FROTTOLE

02.09.2021

La pubblicità è l'anima del commercio ma è anche uno strumento di comunicazione sfruttato dai politici che con abusata frequenza reclamizzano programmi, iniziative e progetti dal clamore scoppiettante, che spesso si rivelano delle fanfaluche cosmiche destinate ad afflosciarsi sotto il peso della loro inconsistenza. Ne sa qualcosa il Sindaco Ziberna che, avvicinandosi la scadenza elettorale, ha messo in campo l'artiglieria pesante per sparare una serie di cannonate che dovrebbero trasformare Gorizia nel Paese delle meraviglie, invaso da frotte di torpedoni strabordanti di estasiati turisti, che in attesa - campa cavallo - dell'ascensore risalgono con entusiastico ed impetuoso slancio, l'ardua erta che conduce al castello.

Ma anche da schiere di festanti velocipedisti che - avanti e indrè - percorrono col vento in poppa le ciclabilissime piste di Corso Italia la cui fama ha ormai raggiunto la sconfinata platea del turismo mondiale, in una città che è in procinto d'essere vieppiù sorpresa dalle mirabolanti iniziative all'orizzonte: l'enigmatica e futuristica struttura trasparente al Mercato all'ingrosso, la rivisitazione in chiave di un Gambero rosso (a proposito: c'è mai stato l'interessamento concreto e certificato?) ma an-che bianco, verde, giallo e blu del Mercato coperto, l'Isonzo Beach in Valletta del Corno, il PalaBigot richiamante - talchè il miele le api - i musicofili da tout le monde, la passerella realizzata in verosimile modalità tapis roulant per congiungere Piedimonte a Straccis, la dilettevole oasi ambientale che diverrà il piazzale della Casa Rossa assieme ad altre innumerevoli fantasmagoriche amenità partorite a ritmo incessante dalle prolifiche menti dei nostri prodigiosi e illuminati amministratori.

Nel frattempo, restando con i piedi per terra, il Sindaco potrebbe fare un giro di ricognizione nelle languenti periferie, non soltanto in occasione dei suoi preannunciati tour raccatta voti. Dando seguito - tra le altre cose - alla promessa mai mantenuta di installare i fari nel campo di calcio di Straccis, dove gli atleti della gloriosa Azzurra, bambini compresi, sono costretti ad allenarsi al buio, agevolati - quando va bene - dalla romantica ancorché inadeguata luminescenza indotta dal chiarore lunare.


Ermes Dosso