LE NOSTRE ORIGINI? CERCARE SUL CALVARIO GORIZIA3.0 COME SEMPRE DA' UNA MANO...

31.12.2020

Il Calvario è quell'onda verde che fa da cornice all'Isonzo e a Gorizia, l'oasi della città il Bosco con la B maiuscola, con tutte le suggestioni che questo ambiente si porta dietro: a percorrere i suoi sentieri ci sente in pace con il Mondo. A spizzichi e a bocconi da un quarto di secolo si è iniziato a dare importanza quello che fino alla caduta del Muro di Berlino era un presidio militare, il primo avamposto destinato a frantumarsi in poche ore nell'eventualità di un attacco all'Occidente da parte del patto di Varsavia.

Il Calvario è un nostro tesoro che fu preso in mano dall'ottima triade formata da Lino Visintini, Fabrizio Bressan e Paolo Iancis, ottimi studiosi certo, ma soprattutto "innamorati" di Gorizia. Diedero vita alla "Ricerca storico archeologica per la valorizzazione del Naso di Lucinico" che costituiva la base per la valorizzazione di questa nostra magnifica risorsa turistico- culturale. Era la vigilia del Millenario di Gorizia e il sindaco Valenti accolse con entusiasmo la proposta dell'assessore Antonio Devetag di valorizzare il più possibile questo tesoro naturalistico e storico della città*. Recentemente è stato opportunamente rifinanziato dalla Regione nel quadro delle iniziative in ricordo della Prima Guerra Mondiale. Con quei soldi, circa 100mila euro, sarà sistemata almeno in parte la bella stradina che porta dall'obelisco alle Tre Croci, da cui il panorama di Gorizia è mozzafiato. Sul "Naso di Lucinico" poi devastato dagli obici austriaci e italiani, c'erano un tempo tre chiesette dedicate a San Pietro, alla Santissima Trinità e a San Giovanni. Ma alle pendici del Podgora sono state rinvenute testimonianze funebri e risalenti all'Età del Ferro, oggi custodite negli ex musei provinciali. Non solo: sono state trovate tracce di un castello fortilizio, forse baluardo del Patriarcato contro i bellicosi Conti di Gorizia, all'inizio del Millennio: in effetti, la prima menzione di Lucinico si trova in un diploma a del 1077 con cui l'imperatore Enrico IV dona la "villa Lunzanicham" al Patriarca Sigeardo.

Noi di Gorizia 3.0 pubblicheremo parte di questo straordinario documento sul nostro sito web ottimamente impaginato da Luca Michelutti e ci batteremo affinché anche il Calvario, Piedimonte e Lucinico siano coinvolte con decisione in quel processo di rivalutazione del territorio Goriziano troppo spesso lasciata alla buona volontà di pochi nel quadro delle iniziative della Città Europea della Cultura. 

KEVIN CUCIT


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