L'OSPEDALE IGNOTO

15.10.2021

Qualche giorno fa il consigliere regionale Moretti ha denunciato l'ulteriore impoverimento - in realtà iniziato con la sua compagna di partito Serracchiani - dell'autonomia gestionale e finanziaria degli ospedali isontini a seguito dell'approvazione della delibera della Giunta Regionale1446 sulle linee guida degli atti aziendali riguardanti Emergenza e Anestesia/Rianimazione, la cui direzione farà capo alle strutture triestine, mentre Centro trasfusionale, Radiologie ed Anatomia patologica faranno parte di un Dipartimento Unico che dipenderà sic et impliciter da Trieste.Del ridimensionamento verso il basso del San Giovanni di Dio abbiamo scritto più volte, meritandoci contumelie e quelle smentite che non smentiscono nulla da parte di un'amministrazione che sull'argomento ha una coda di paglia lunga da qui a Trieste. Non abbiamo dubbi sul fatto che il Sindaco di Monfalcone, il cui reparto materno - infantile dovrebbe venire accorpato al Burlo Garofolo, saprà farsi sentire, anche se anche il nosocomio della Città dei cantieri è destinato alla nostra stessa fine. Quanto all'omologo goriziano, concesso che la questione gli sia arrivata all'orecchio, nutriamo dubbi ciclopici.Tutto ciò mentre gli amministratori comunali goriziani ingaggiano un'epica contesa storiografica evocando Cadorna, Mussolini con l'agenda di un cent'anni fa, prosegue impietosamente la spoliazione di questa povera città (che ha perso la prerogativa di potervi nascere) a cominciare dal suo patrimonio culturale più rappresentativo, i Musei Provinciali.Si è vista soffiare sotto il naso l'ente che tutela gli interessi delle imprese, vale a dire la Camera di Commercio, ora della Venezia Giulia, con i connessi Fondo Gorizia e il Confidi passati armi e bagagli in mani triestine al punto che, nonostante gli accordi prevedessero l'alternanza territoriale degli incarichi, Gorizia vi ha rinunciato alla presidenza in favore dell'attuale megapresidente triestino Paoletti, già detentore di decine di incarichi.Gorizia ha consegnato il Consorzio industriale a Monfalcone rinunciando ad ogni prospettiva nel campo industriale, ed è commissariata dalla Regione nella gestione della Capitale Europea della Cultura 2025, che rappresenta l'ultima chance per questa città interessata da un declino economico, segnalato tra l'altro dalle quotazioni terzomondistiche del prezzo degli immobili, ancorché demografico rovinoso.


Ermes Dosso