LUNETTA FERROVIARIA, TRENITALIA, SDAG QUALCUNO HA VISTO QUALCOSA?

01.10.2021

"SDAG - Gorizia: lunetta ferroviaria, si parte. 12 milioni di euro a disposizione", esordiva così il comunicato stampa dell'agosto 2020 relativo alla realizzazione della famosa lunetta ferroviaria, collegamento essenziale per lo sviluppo dell'interporto di Gorizia stesso. Inoltre si diceva che questo collegamento sarebbe pronto in soli 40 mesi. Se la matematica non è un'opinione, dall'agosto dello scorso anno sono già passati 13 mesi (quasi 14), pertanto è lecito interrogarsi sull'andamento dei lavori, visto che si tratta di una delle infrastrutture più importanti, seppur poco appariscenti, della nostra città.

Ma perché questa lunetta, e perché proprio a Gorizia? L'intervento da 12 milioni di euro a cura di RFI (Rete Ferroviaria Italiana) e Regione FVG è destinato alla costruzione di un nuovo raccordo tra la linea nazionale Udine - Gorizia - Monfalcone e l'attuale linea internazionale Gorizia - Nova Gorica. Questo permetterà ai treni merci di collegarsi direttamente da Trieste / Venezia alla linea per la Slovenia (e viceversa) senza dover girare a Gorizia, permettendo così un collegamento più veloce ed efficiente tra il terminal SDAG e i porti di Trieste e Monfalcone, un investimento simile al potenziamento della linea ferroviaria di Campomarzio a Trieste, fortemente voluto dal Presidente dell'Authority triestina, Zeno d'Agostino.

Ma oltre a questo, già di per sé importante, nei giorni scorsi si è posto in primo piano il tema dell'istituzione della ZLS (Zona Logistica Semplificata) volta soprattutto a ridurre le pratiche burocratiche legate alle procedure logistiche, ma non solo (prevede anche alcuni piccoli sgravi fiscali). In tutto questo appare un comunicato regionale che porterebbe a pensare che questa estensione riguarderebbe una buona parte del tessuto produttivo regionale, con la conseguente perdita per Gorizia della sua specificità, sopratutto quella legata allo stoccaggio delle merci fresche (detto anche "polo del freddo").

Pur riconoscendo l'importanza del lavoro di squadra, sappiamo che da che mondo è mondo ognuno deve pensare anche e sopratutto a se stesso, ed è per questo che pensiamo che se questa FTA venisse estesa ad un'area più ampia di quella inizialmente pensata (cioè Trieste e l'hinterland), ciò potrebbe portare a molta più concorrenza nei confronti della nostra città. Un esempio? Manzano. Infatti l'ormai ex-Capitale della Sedia, stracolma di capannoni sfitti (e a 15 km da Gorizia) potrebbe davvero candidarsi a prendere almeno una parte dei traffici destinati al nostro interporto. Su questo sarebbe bene che i nostri politici riflettessero.


In più, aggiungiamo le parole dello stesso d'Agostino, che ha più volte detto che Gorizia deve cominciare a presentare idee e progetti senza aspettare che qualcuno agisca al suo posto (frecciata alla politica goriziana). Intendiamoci, Gorizia ha qualcosa da offrire, poiché lo stoccaggio delle merci fresche è una caratteristica su cui puntare ma bisogna stare attenti a non farsi travolgere dalla concorrenza degli altri territori regionali, come sempre più attenti e svegli dei politici goriziani, troppo intenti ai selfie autocelebrativi.

Insomma, dovrebbero essere questi i temi che una città come Gorizia dovrebbe affrontare. Dopo quello organizzato da Andrea Romoli, ci vorrebbe un dibattito in aula consiliare sul futuro della nostra amata città.


Martin Novak - Gorizia3.0