Makuc Vladimir (1925-2016)

07.02.2020

Vladimir Makuc (Solkan 1925). Morto nel 2016. Ottenuto il diploma di Pittura all'Accademia di Ljubljana e la specializzazione in Restauro si dedica soprattutto alla xilografia, tecnica adatta alla sperimentazione di metodi di stampa inediti e personalizzati. Negli anni '50 si dedica prevalentemente al restauro e lavora alla Narodna Galerija di Ljubljana eseguendo la ricopiatura di affreschi tardo gotici . Tra il '55 e il '57 si cimenta anche nella grafica libraria curando l'edizione slovena de "Il Vecchio e il Mare" di Hemingway. Nel 1959 riceve il primo premio alla Biennale Mediterranea di Arti Grafiche di Alessandria d'Egitto. Nel 1964 decide di abbandonare definitivamente l'attività di restauratore e di copista per dedicarsi esclusivamente alla produzione artistica. Nel 1966 è invitato in qualità di incisore con altri cinque artisti a rappresentare la Jugoslavia alla XXXIII Biennale di Venezia. Negli anni '60 e '70 allestisce numerose mostre personali d'incisione ed è spesso ospite di gallerie d'arte italiane. Indimenticabile la personale allestita a metà anni '60 alla Galleria della Pro Loco di Gorizia, in corso Verdi. Nel 1978 Makuc esegue una prima serie di arazzi e comincia a cimentarsi con la pittura utilizzando una tecnica all'epoca sicuramente sperimentale: infatti l'artista impiega pigmenti a tempera sapientemente mischiati a sabbie e cocci di vetro che stende su supporti di legno. Nel 1979 è insignito del prestigioso premio Prešeren. La sua opera è oggetto di diverse mostre retrospettive allestite in importanti gallerie e musei jugoslavi, sloveni ed europei. Nel 1985 il Goriški Muzej di Kromberk gli dedica un'ampia mostra antologica accompagnata da un catalogo molto completo. Nel 1987 gli viene assegnato il premio Jakopič. Dal 1990 al 1991 realizza la vetrata che decora la grande sala del Teatro di Nova Gorica. Nel 1993 è invitato ad allestire una mostra personale nell'ambito della Prima triennale internazionale di grafica di Città del Cairo. 

Nel 1997 è premiato dalla giuria della 22a Biennale Internazionale di Incisione di Ljubljana, città in cui l'artista vive e opera sin dagli esordi dei suoi studi artistici. Nel 2006 la Pilonova Galerija di Ajdovščina gli dedica una rassegna di disegni, opere grafiche, pitture e sculture realizzate dal 1959 al 2005. La complessa produzione di Makuc s'ispira alla vita rurale, alla tradizione popolare slava, al rapporto uomo-animali, al faticoso lavoro della terra rappresentato da immagini simbolo come le fascine di rami secchi trasportate sulla testa delle donne contadine; la siluette della mucca o del manzo; la possente struttura della casa contadina; la stilizzazione di una pecora o di un caprone; la fragile figura di un uccellino che cinguetta allegro.