MEDIOEVO GORIZIANO DA SCOPRIRE

07.02.2020

Il Medioevo dell'estremo Nordest italiano - o il sudovest austriaco -è stato ignorato o sottovalutato soprattutto dopo l 'insorgere dei nazionalismi del secolo scorso. In particolare quello della regione oggi chiamata Friuli Venezia Giulia e dei territori limitrofi, così ricca di eventi talvolta straordinari ma anche testimoni di un'armonia e di una convivenza insuperata tra popoli e culture diverse: e forse proprio qui sta la ragione dell'oblìo al quale è stato condannato questo periodo, tra fine '800 e '900 in cui hanno trionfato i nazionalismi. Il medioevo della nostra regione e di quelle contermini è caratterizzato da due entità principali: la Contea di Gorizia e il Patriarcato di Aquileia.

La Contea di Gorizia, coprotagonista del medioevo friulano per cinque secoli di storia, è durata fino al 1918 in quanto eredità degli Asburgo. Non è un caso che essa sia conosciuta e studiata ancora oggi molto più in Austria che in Italia. Tra le due entità il Patriarcato di Aquileia - organizzato tra l'altro in entità statuale con un proprio Parlamento ha certamente lasciato tracce più rilevanti soprattutto per la sua assoluta rilevanza nell'ambito della cristianità, a-nazionale per antonomasia. Eppure sia la Contea sia il Patriarcato, quasi sempre in conflitto tra loro, hanno fornito l'humus primigenio di quella che si chiamerà Mitteleuropa, ovvero di quell'altissima cultura che si è sviluppata tra '800 e '900 e che si è basata soprattutto sull'interazione proficua delle tre principali civiltà europee, quella latina quella slava, quella germanica. La Weltanschauung mitteleuropea, che significa anche felice sintesi tra diversi popoli, è germogliata tra Istria e Tirolo, tra Budapest e Venezia, nei territori dell'attuale Friuli Venezia Giulia.