MERAVIGLIOSO COLLIO GORIZIANO L’AGRITURISMO KLANJSCHEK

24.08.2020

Tra le colline del Collio di Gorizia, ecco un locale da non perdere, l'agriturismo Klanjschek. Facile da raggiungere, basta percorrere la storica e purtroppo trascurata "strada del vino e delle ciliegie" che partendo da Piuma raggiunge San Floriano attraverso Oslavia. Un luogo pregno di storia e, fino a qualche anno fa, di trattorie. L'agriturismo i si trova a fianco del Grande Ossario che custodisce le spoglie di decine di migliaia di caduti della Grande Guerra, oggi chiuso. Dalla terrazza di una ex stalla, ristrutturata con raffinatezza, si ammira uno spettacolo mozzafiato, che rivaleggia con quelli più celebri del Chianti. Una distesa di verde ricca di viti, alberi e case e in fondo lo skyline di San Floriano. Silenzio, tranquillità e bellezza sono le parole chiave per descrivere questo posto. Il locale è curato ed elegante anche all'interno. 

Si respira un'atmosfera molto "mitteleuropea" e accogliente in cui passato e presente, innovazione e tradizione si fondono. Lo chef del ristorante è Dejan, il terzo della generazione Klanjschek,: la sua filosofia è sposare la tradizione familiare con nuove idee. Ed è cosi che nasce il suo "stile" ricco di piatti particolari e ricercati. Dejan seleziona con attenzione le sue carni: oltre alla carne d'asino, difficile da trovare in regione, nei suoi progetti c'è anche il pollame forse più pregiato al mondo quelle galline di Bresse provenienti dalla Francia. Galline DOP con le zampe blu e il becco rosso ghiotte di mais e latte. 

Qualche "esperto" potrebbe inarcare il sopracciglio: cosa c'entra la Francia? A lui risponderemmo Sauvignon, Pinot, Merlot...La particolarità della cucina di Dejan è la cottura della carne in campana detta "peka", una preparazione diffusa in Croazia. Rende la carne morbida e succulenta, richiede però tante ore di cottura. Le sue deliziose guance di bovino devono cuocere sotto la campana per cinque/ sei ore almeno. Ma ci sono anche la Jota, i crauti e il cotechino, tagliatelle e gnocchi fatti in casa con il sugo di gallo o di coniglio e verdure 'in tecia', la tartara di fassona al coltello e una griglia a legna sempre pronta. Il pane è fatto in casa con le farine del Molino Tuzzi di Dolegna.Un menù sintetico, ma corposo, che ruota intorno a una carne squisita e a un servizio attento e cordiale, in un luogo realmente meraviglioso, che andrebbe rivalutato. 

I Klanischek ci stanno provando. 

ROSSELLA DOSSO 


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