MERCATO COPERTO CHIUSO PER TRE ANNI OK PER IL CONTENITORE, MA IL CONTENUTO?

25.08.2020

Tre anni di chiusura,per il Mercato coperto uno dei tesori di Gorizia, già in crisi da tempo, causa mancata comprensione della sua potenzialità eccezionale. Fu e potrebbe diventare il Tempio dell'enogastronomia e delle tipicità del territorio che, senza scomodare il "Friuli" o la "Venezia Giulia", un tempo veniva chiamato semplicemente e giustamente il "Goriziano". Tre anni, o forse più,come accade sempre con le opere pubbliche: speriamo non sia l'anticamera del suo fallimento come accadde alla nostra Scuola di Musica dopo i lavori di ristrutturazione della palazzina De Grazia. Povero nostro Mercato:chiuso quello all'ingrosso, gli hanno sbattuto vicino un ipermercato di alimentari mentre, in via IX agosto è sbocciato un altro "mercato coperto" nei fatti concorrenziale, su iniziativa della Coldiretti Gorizia che chissà perché non ha voluto usufruire e arricchire i tanti spazi vuoti della storica struttura: forse per la ventilata chiusura? Chissà: intanto a Gorizia non si programma nulla e ognuno va per conto suo. La Cciaa della Venezia Giulia da anni mette in bilancio oltre 4 milioni di euro per questo progetto che dovrebbe vedere la luce più o meno nel 2024. Per ristrutturarlo hanno anche organizzato anche una trasferta al mercato di Madrid, di cui avranno fatto certamente tesoro: siamo certi che riferiranno ai poveri goriziani i risultati delle loro attente e spagnolesche osservazioni. Il mercato coperto è del Comune che avrebbe il compito di trovare una sede degna per le eroiche botteghe .Ampio, centrale e dotato degli impianti a norma. Così dev'essere lo spazio destinato ad accogliere il mercato coperto per il periodo necessario ai lavori di riqualificazione della bella struttura Liberty che attualmente lo ospita. La ricerca è risultata al momento infruttuosa: troppo onerosi i lavori per mettere in regola l'ex cinema Corso. Troppo decentrata la sede dell'ex Autosacchetti, già concessionaria Volkswagen, mentre non vanno bene per dimensioni né il deposito di piazzale Saba né i locali di via Carducci di proprietà dell'Ater. In attesa che la Camera di Commercio della Venezia Giulia (il genitivo ci è sempre ostico) tiri fuori il coniglio dal cilindro "attraverso avviso esplorativo per la manifestazione d'interesse" non vediamo perché la stessa Cciaa non metta a disposizione il quartiere di Via della Barca, ricco di spazi coperti. La presenza di ampi parcheggi compenserebbe la non centralità. 

No se pol?

gorizia3.0